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Facebook: Mark Zuckerberg risponde alle accuse del New York Times

Il social network Facebook è da molti mesi nell’occhio del ciclone a causa dei recenti scandali come Cambridge Analytica e la falla nella sicurezza. Solo ieri abbiamo parlato dell’accusa che il New York Times ha rivolto alla piattaforma.

La testata giornalistica statunitense ha infatti accusato la direttrice della compagnia, Sheryl Sandberg di aver fatto di tutto per cercare di insabbiare il più possibile gli scandali che coinvolgevano l’azienda. Ora quest’ultima e Zuckerberg hanno deciso di rispondere alle accuse.

 

Mark Zuckerberg, CEO di Facebook, risponde alle accuse del NYT

L’amministratore delegato della piattaforma, Mark Zuckerberg e il suo braccio destro Sheryl Sandberg hanno deciso di replicare all’inchiesta su Russiagate, Soros e privacy. Ad alcune accuse mosse dal Nwe York Times, Zuckerberg in una conference call con alcuni media ha risposto: “Dire che volevamo nascondere quello che sapevamo o ostacolare le indagini è assolutamente falso, ho un incredibile rispetto per Soros“. In una nota, pubblicata poi su Facebook, il CEO ha annunciato di voler cambiare l’algoritmo e di essere al lavoro per farlo. Ammette anche: “Ciò che vediamo è che, man mano che i contenuti si avvicinano alla linea di ciò che è proibito dai nostri standard di comunità, le persone sembrano essere maggiormente coinvolte

“.

Anche Sheryl Sandberg, attraverso un lungo post ha voluto replicare alle accuse della testata giornalistica. Ecco le sue parole: “Mark ed io abbiamo detto molte volte che siamo stati troppo lenti. Ma dire che non eravamo interessati a conoscere la verità o che volevamo nascondere ciò che sapevamo o che abbiamo cercato di impedire le indagini è semplicemente falso. Mark e io abbiamo entrambi dichiarato al Congresso, che ha preceduto le elezioni nel novembre 2016, di aver rilevato e affrontato le interferenze russe e abbiamo riferito ciò che abbiamo trovato alle forze dell’ordine“. Anch’essa ammette che: “solo dopo le elezioni ci siamo resi conto delle diffuse campagne di disinformazione condotte dall’IRA“.

In conclusione ha voluto sottolineare gli investimenti della piattaforma per eliminare gli abusi nel proprio sistema, in modo da garantire che le cose belle della piattaforma possano continuare ad esistere, nonostante ci vorrà del tempo. Ovviamente noi ci auguriamo che possa terminare tutto per il meglio e che il social network tanto amato possa tornare quello che era una volta.

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Pubblicato da
Veronica Boschi