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Huawei e WWF in The Frequency of Love: ogni storia d’amore merita di essere raccontata

The Frequency of Love è un progetto sperimentale unico nel suo genere, che si spinge dove nessuno aveva mai osato: creare una connessione tra uomo, tecnologia e natura, attraverso il linguaggio universale della musica. Grazie al nuovo processore dotato di doppia intelligenza artificiale Kirin 980 del nuovo HUAWEI Mate 20 Pro, Huawei è riuscita a trasformare il canto d’amore dei cetacei fra i più maestosi del mondo – le megattere – in una melodia comprensibile all’orecchio umano.

 

La tecnologia avanza a ritmo sostenuto, il progresso è inarrestabile, le soluzioni generate e ispirate dal fermento sono così all’avanguardia da sembrare evanescenti. È, dunque, questa la sfida: continuare ad innovare, a riscrivere i confini del progresso ma generare un reale beneficio per gli uomini.  Huawei, grazie al Mate 20 Pro, ha dimostrato come la tecnologia nella sua applicazione più avanzata, l’Intelligenza Artificiale, possa essere perfetta compagna nella vita di ogni giorno consentendo alle persone di elevare il proprio potenziale e raggiungere obiettivi e risultati prima inimmaginabili.

 

The Frequency of Love, dimostra ancora una volta lo spirito pioneristico dell’azienda, perfettamente riassunto nel mantra “Make it possible”, e lo eleva in una nuova e più umana dimensione. Per la prima volta, infatti, grazie a questa sperimentazione, l’Intelligenza Artificiale viene messa al servizio delle “emozioni”, e si riesce a dimostrare come e quanto una delle tecnologie più innovative di tutti i tempi possa addirittura aiutare l’uomo ad entrare in connessione con altri mondi, lontani ma spesso affini.

 

“The Frequency of Love è un incontro sonoro tra tecnologia e natura, una storia di connessione affascinante e unica, resa possibile grazie al nostro processore con doppia intelligenza artificiale Kirin 980, che permette al Mate 20 Pro di trasformare i canti delle megattere in una melodia. Crediamo che ogni storia d’amore meriti di essere raccontata e la potenza e la straordinarietà di questa tecnologia lo hanno reso possibile” ha dichiarato Isabella Lazzini, Marketing & Retail Director Consumer Business Group Huawei Italia.

Insieme a un’equipe di sviluppatori che da tempo opera nel settore dell’AI e grazie alla collaborazione scientifica del WWF Italia, Huawei ha insegnato all’Intelligenza Artificiale del Mate 20 Pro a riconoscere le frequenze dei vocalizzi delle megattere nella fase del corteggiamento e a collegarle, in base ai toni e alla loro posizione all’interno del canto, ad una progressione armonica. I canti d’amore delle megattere non riescono ad essere apprezzati pienamente dall’orecchio umano ma sono organizzati in vere e proprie canzoni con note, strofe e motivi, con una loro frequenza e durata. La loro potente lirica, una volta trasformata in musica, si rivela proprio come una vera e propria canzone: il racconto orecchiabile e piacevole della loro “storia d’amore”.

L’app, ideata e progettata da Huawei e dal team di sviluppatori esclusivamente per questo progetto sperimentale, rende possibile la trasformazione del verso

della megattera in suono attraverso un processo riassumibile in tre step: l’app registra il canto e l’Intelligenza Artificiale identifica i singoli versi degli animali, poi collega automaticamente il singolo verso a una progressione armonica che rispecchia per ritmo il canto della megattera e, da ultimo, crea e riproduce una melodia ispirata al canto originale.

Partner del progetto il WWF Italia, sezione italiana dell’organizzazione che da oltre 50 anni si occupa a livello mondiale di conservazione di specie e habitat: WWF ha collaborato con Huawei mettendo a disposizione i propri esperti e le proprie conoscenze riguardo il mondo del mare e dei cetacei, nello specifico tutto quello che riguarda le megattere, accompagnando inoltre l’azienda in tutte le fasi di realizzazione del progetto.

 

“Il progetto che ci ha proposto Huawei ci ha subito colpito”. Ha commentato Benedetta Flammini Direttore Marketing e Comunicazione di WWF Italia. “Per il WWF è fondamentale trasmettere a più persone possibile la bellezza e l’unicità delle specie che proteggiamo ogni giorno perché quello che rende possibile il nostro lavoro di conservazione è anche la capacità di fare innamorare il grande pubblico di animali e luoghi straordinari e fragili che devono essere protetti. In questo caso ci ha intrigato molto farlo attraverso la tecnologia e il modo in cui può essere usata per trasmettere emozioni”.

The Frequency of Love, grazie alla collaborazione del WWF Italia, offre infatti una straordinaria opportunità per avvicinare le persone al mondo dei cetacei; non solo, perché nell’ambito di questa collaborazione Huawei ha scelto di sostenere il WWF Italia nell’opera di sensibilizzazione per la tutela di questi splendidi animali. Il WWF Italia è da anni impegnato nella conservazione e salvaguardia del mare e delle sue specie simbolo, con un focus sul Mar Mediterraneo. Nel mare nostrum si trova infatti un’area marina protetta nota con il nome di Santuario Pelagos, istituita a difesa dei cetacei grazie ad un accordo firmato da Italia, Francia e Principato di Monaco. L’area del Santuario è l’habitat principale delle balenottere comuni (il più grande mammifero del Mediterraneo e il secondo al mondo) dei capodogli, di delfini e stenelle e, con i suoi 87.500 chilometri quadrati di mare protetto, essa rappresenta una delle maggiori sfide di conservazione mai lanciate in Mediterraneo.

Con The Frequency of Love, Huawei ha scelto di sostenere l’impegno del WWF Italia per la salvaguardia dei cetacei del Santuario Pelagos. Tutti possono contribuire partecipando alla raccolta fondi a favore del WWF:  wwf.it/balena

 The Frequency of Love rappresenta per Huawei un ulteriore tassello nella costruzione del rapporto con i propri consumatori ed è il primo capitolo di Humanly Possible un’emozionante narrazione in cui i desideri, i sogni e le necessità degli uomini sono al centro e la tecnologia ne è l’abilitatore. Perché progresso è, innanzitutto, rendere umanamente possibile, l’impossibile.

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Pubblicato da
D'Orazi Dario