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Google conferma i 48 licenziamenti in due anni per molestie sessuali

48 dipendenti di Google sono stati licenziati dalla compagnia per accuse di molestie sessuali. L’azienda stessa l’ha comunicato tramite un’e-mail inviata per conto della società come conferma delle varie istanze dei dipendenti.

Nell’e-mail Google non rivela l’identità dei dipendenti ma ha confermato che dei quarantotto, tredici di questi erano “senior, manager e superiori”. Inoltre, pare che questi svariati licenziamenti abbiano avuto luogo negli ultimi due anni. L’e-mail, intesa per essere inviata ai dipendenti di Google, è stata scritta congiuntamente dal CEO della società, Sundar Pichai e il Vicepresidente delle risorse umane, Eileen Naughton. L’e-mail, tuttavia, non conferma o nega le accuse formulate.

Mentre l’e-mail inviata da Google fa direttamente riferimento al pezzo del New York Times in cui si parla di queste accuse, né Pichai né Naughton menzionano specificamente alcuna delle accuse originali. Invece, il contenuto dell’email si focalizza sugli ultimi due anni e di come l’azienda abbia apportato modifiche per creare un ambiente di lavoro migliore. Inoltre, sottolineando i vari modi che permettono ai dipendenti di segnalare esperienze simili.

Google ha licenziato alcuni dei suoi dipendenti in seguito alle accuse di molestie sessuali

La velocità con cui questa email è arrivata ai dipendenti di Google è estremamente significativa. Essa mette in evidenza l’importanza delle affermazioni fatte. Allo stesso modo, e nonostante Google debba ancora rilasciare una dichiarazione pubblica sull’argomento, sia per i media o attraverso i suoi punti di PR, optare invece per inviare email direttamente ai dipendenti è probabilmente un tentativo di rassicurare quelli che attualmente lavorano per la società. Almeno, questo è quello che il contenuto dell’email suggerisce.

Tra l’altro, Google ha già dovuto fronteggiare una serie di scandali, visti probabilmente in modo negativo dalla società e dal pubblico in generale. Tra esse, i problemi di antitrust in Europa e una significativa violazione dei dati attraverso il servizio Google+ dell’azienda. Non bisogna dimenticare che l’azienda in passato ha creato un ambiente in cui dipendenti di alto rango erano tra l’altro esenti da sanzioni. Dunque, vedremo l’evolversi della vicenda.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano