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Scandalo in casa Amazon: bustarelle ai dipendenti per manomettere le recensioni

Amazon vive un momento storico positivo dal punto di vista degli affari, ma un nuovo scandalo rischia di far collassare tutto il sistema privandolo della fiducia degli utenti. Dopo un cammino che ha portato la società all’ambito traguardo di 1.000 miliardi di dollari si rischia il flop a causa della manomissione delle recensioni compiuta da alcuni dipendenti dell’azienda.

 

Amazon: fidarsi è bene, non fidarsi è meglio

Il colosso dell’e-commerce va in contro ad un nuovo scandalo dopo i successi di un periodo che l’ha eletta quale soluzione d’acquisto preferita dalla comunità online. Accanto alle promozioni esclusive che concedono sconti, coupon ed offerte si colloca una componente noire che rappresenta un vero azzardo.

Stando a quanto comunicato dal Wall Street Journal

alcuni impiegati hanno eliminato le recensioni negative in cambio di soldi. Ciò è andato direttamente a scapito degli utenti, che presi dalla fiducia hanno acquistato ad occhi chiusi i prodotti in catalogo anche se non rispondenti a determinate caratteristiche.

Una posizione che ha favorito i rivenditori gravando sugli utenti. Amazon era estranea ai fatti e le nuove indagini puntano a punire severamente gli autori del fatto. Tutto ciò va volontariamente contro la restrittiva politica generale della compagnia, che in proposito ha riferito:

“Abbiamo una politica di tolleranza zero per chi abusa del nostro sistema. Se troviamo mele marce che hanno seguito un tale comportamento, prenderemo immediatamente provvedimenti. Chiudendo i loro store, eliminando recensioni, trattenendo fondi e affidandoci alle azioni legali”

Il giro di affari illeciti ha visto il perpetrarsi di reati segnalati a partire dal mese di maggio. Le indagini hanno portato a scoprire che i più smaliziati hanno richiesto fino a 2.000 dollari di bustarelle per manomettere i feedback. Una situazione attualmente al vaglio delle autorità competenti, che procederanno a pugno chiuso contro chi ha leso i nostri diritti ingannandoci.

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Pubblicato da
Domenico