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Porno e pomodori: la strana tendenza che sta facendo impazzire i social

La siccità ha costretto alcuni agricoltori a vendere bestiame perché non possono permettersi il cibo, un gruppo compiaciuto persiste: i coltivatori di pomodori. Chiunque abbia una pianta di pomodori, postando foto sui social media ha scatenato la tempesta del Tomato Porn (pomodoro porno).

Sì, il pomodoro porno batte qualsiasi trend attuale. Decisamente esilarante l’espressione con cui si etichetta questa nuova moda, ma più reale di quanto possa sembrare. Spesso si utilizza ad esempio l’espressione “food porn” proprio per esprimere quanto la foto con tale hashtag, o didascalia, sia per noi una sorta di estasi a tavola. Nel caso dei pomodori il concetto è lo stesso, ma non si parla di food porno bensì di Tomato Porn. Le varietà convenzionali di pomodori in miniatura sono considerate poco audaci e cupe, mentre le qualità con nero, rosso scuro o il viola sono molto di moda, l’equivalente di una borsa Gucci. 

I pomodori porno stanno conquistando i social, le foto che li ritraggano sono amate da chi le posta e da chi le vede

I fan orgogliosi pubblicano ogni giorno immagini di dozzine di altre varietà tra i pomodori del patrimonio nazionale da ogni parte del mondo. Dunque in un cosiddetto autocompiacimento di gruppo. I pomodori sono molto alla moda. Anche i ristoranti alla moda ora hanno prezzi elevati, almeno 8,50 dollari per un antipasto con pomodori, con un paio di esemplari a strisce e un cucchiaino di burrata, conditi con un po ‘di basilico viola, ad esempio.

Non è semplice coltivare pomodori – i raccolti potrebbero essere abbattuti dalla peronospora, dalle mosche verdi, dalle foglie putrefatte o da tanti altri fattori influenti sul loro sviluppo. Il pomodoro pornografico (definito così per il piacere con cui vengono postati oppure osservati) è diventato una sorta di ossessione per alcuni. Probabilmente alcuni di voi sono perplessi, increduli, e magari un po’ incuriositi. Eppure, potrà sembrarci strano, ma è solo un’altra delle tante tendenze nate e diffuse proprio tramite social.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano