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Xiaomi: Ipo cinesi in dubbio dopo il flop degli scorsi giorni

Solitamente siamo abituati a parlare dell’azienda cinese Xiaomi con termini molto positivi. L’azienda si è fatta spazio nel mercato di tutto il mondo grazie a suoi dispositivi di ultima tecnologia, proposti ad un prezzo davvero molto conveniente.

Oggi purtroppo però, ci tocca parlare del flop riscontrato in seguito al suo debutto nella borsa di Hong Kong di qualche giorno fa. In seguito a questo fallimento, le Ipo Tech cinesi sono al momento in dubbio.

 

Xiaomi fallisce in borsa, le Ipo Tech cinesi ora sono in dubbio

Al suo debutto in borsa, sono state vendute 2.18 miliardi di azioni, di cui 1.4 miliardi di nuove azioni per un totale di 4.7 miliardi. Numero molto lontano rispetto a quello immaginato dall’azienda che parlava di una cifra intorno ai 10 miliardi. Il motivo di questo flop è quasi sicuramente il timore di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Durante la prima seduta di borsa Xiaomi ha perso fino al 6%, successivamente è arrivata a -1.2% grazie alla ricoperture di banche ed investitori.

Dal 2015 è la prima volta che accade una chiusura negativa in borsa al debutto, soprattutto per le Ipo sopra il miliardo di dollari ad Hong Kong. Dall’altra parte però possiamo dire che è stata la quotazione più alta di un’azienda cinese Hi Tech dal 2014

, quando Alibaba raccolse oltre 20 miliardi di dollari. Come tutti ben sapete, Xiaomi è la prima azienda nella vendita di smartphone e altri accessori, superando anche Samsung in alcuni paesi.

Questa difficile quotazione in borsa, crea molti dubbi sulle prossime Ipo Tech cinesi degli “unicorni” già in programma. Con Didi Chunxing, versione cinese di Uber, Ant Financial, il ramo finanziario di Alibaba fino a Meituan Dianping, servizio online per consegna di cibo a domicilio. Queste aziende hanno avuto un incredibile successo sulla vendita online. La Cina infatti è il mercato più grande per la vendita di smartphone ma il boom dell’Hi Tech cinese rischia di raffreddarsi. Siamo tutti a conoscenza della guerra scatenata da Donald Trump, che ha causato una perdita non da poco dell’indice azionario, il più basso dal 2013.

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Pubblicato da
Veronica Boschi