truffe operatori telefoniciPrima di addentrarci nel fulcro della questione esploriamone i dintorni e la storia passata: fino a qualche anno fa tutte o quasi le compagnie telefoniche facevano pagare i loro servizi (principalmente i messaggi, le chiamate ed i GB di traffico dati per Internet) ogni ventotto giorni e questo era palesemente scorretto dato che facendo una semplice divisione (365, giorni dell’anno, diviso 28, giorni del rinnovo) si otteneva poco più di tredici; ossia si pagavano tredici rinnovi l’anno quando sappiamo bene che un anno è composto da 12 mesi. Insomma, pagavamo un ulteriore mese senza nessun motivo specifico.

Dopo varie polemiche e segnalazioni, l’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ) ha multato per 1,16 milioni di euro i vari operatori telefonici quali Tim, Tre, Wind, Vodafone e Fastweb.

Nonostante ciò, grazie ad Altroconsumo (Organizzazione di consumatori), veniamo a conoscenza del fatto che alcune società telefoniche quali Tim e Wind si stanno rivelando poco trasparenti con messaggi ambigui.
Tim, ha mandato a molti un messaggio che riferisce che il costo delle offerte si è ridotto del 0,4%, ma non specifica che la diminuzione è a fronte di un aumento del 8,6%. Ossia hanno “spalmato” il tredicesimo rinnovo, che non verrà pagato, nei restanti dodici mesi: quindi si sono riallineati con le linee guide ma hanno aggirato l’ostacolo dell’eventuale perdita di quella tredicesima mensilità che hanno ridistribuito durante l’anno a sfavore dei consumatori. Il messaggio di Tim continua, affermando che è possibile recedere il contratto o cambiare operatore.

 

Anche Wind tenta di truffare i propri clienti con poca chiarezza

Invece Wind manda un altro tipo di messaggio: le offerte si rinnovano mensilmente, l’aumento mensile non è del 8,6% ma del 8,3% e sarà dato un aumento del 10% per quanto riguarda minuti, messaggi di Giga per il traffico dati su Internet. Anche Wind quindi distribuisce il tredicesimo rinnovo durante l’anno ma da almeno questo “regalino” d’aumento del contenuto dell’offerta che rende il boccone meno amaro.

Purtroppo entrambi i messaggi presentato problemi sulla comunicazione; infatti Tim omette il messaggio completo e rimane nebuloso di quanto aumenti o diminuiscano i rinnovi, mentre Wind è più preciso in ciò ma non comunica il fatto che è possibile la recessione del contratto o passaggio ad altro operatore.

Pensate che Tim ha quasi 30 milioni (dati Marzo 2017) di clienti per quanto riguarda la telefonia mobile. Se ognuno di loro, supponiamo paghi 10 euro al mese, si ritrova a pagare un rinnovo in più (anche se distribuito in un anno), i consumatori perderebbero 300 milioni che entrerebbero nella casse dell’operatore. Discorso simile per Wind.

Questo rimane un grande svantaggio per i consumatori che continuano a essere raggirati. Speriamo che la segnalazione di Altroconsumo abbia effetto, senza dimenticare che comunque esistono operatori che rinnovano ogni trenta giorni con offerte vantaggiose. Sopratutto se parliamo di operatori totalmente online e non fra i più blasonati che per accaparrarsi una fetta di mercato offrono ottime offerte per i potenziali nuovi clienti.
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