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Il cervello è hi-tech: può essere digitalizzato e “sopravvivere” a noi

Nectome è una startup fondata nel 2016 da due ricercatori della Divisione di intelligenza artificiale del MIT, al fine di digitalizzare il cervello facendone una copia. Con la tecnologia di oggi e quella di cui si disporrà in futuro, saremo in grado di ricreare la coscienza del singolo in digitale.

Il processo di conservazione offerto è chiamato criopreservazione stabilizzata con aldeide o vitrificazione. In parole povere, si tratta di una imbalsamazione hi-tech che dovrebbe mappare il connettoma, cioè le sinapsi tra i neuroni nel cervello. In questo modo, secondo i suoi sviluppatori, la coscienza potrebbe rimanere intatta per centinaia e persino migliaia di anni. “Crediamo che, entro il secolo corrente, sarà possibile digitalizzare queste informazioni e utilizzarle per ricreare la tua coscienza“, spiega l’azienda.

 

O il cervello o la vita

Tuttavia, come abbiamo detto, il processo necessario per preservare il cervello è fatale. Perché l’operazione abbia successo è necessario che la persona sia viva, ma quando si applicano i liquidi imbalsamanti il ​​paziente muore irrimediabilmente. Nectome ha testato il processo di vetrificazione in modelli animali ed è riuscita a far sì che il cervello di un coniglio, in fase di conservazione, sia riuscito a preservarsi completamente. Tuttavia, saranno necessari ancora alcuni studi affichè si possa accedere ad una tecnologia necessaria per caricare raffinare tale tecnologia.

La conclusione, dunque, sembra essere una sola ed è prettamente personale: moriresti per conservare il tuo cervello con la promessa che la tua coscienza potrebbe essere ricreata digitalmente in futuro?

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Pubblicato da
Federica Vitale