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ZTE si difende per la prima volta dopo le accuse e le sanzioni degli Stati Uniti

ZTE cerca di difendersi dalle accuse

Per la compagnia cinese la situazione non è affatto facile così i dirigenti di ZTE hanno aspettato un po’ prima difendersi, per cercare le parole più adatte. Il divieto imposta dal Dipartimento del Commercio in merito all‘acquisto di hardware e software americani per i prossimi sette anni. In realtà aveva già lasciato una dichiarazione, ma era solo un pro forma per far sapere di aver riconosciuto il provvedimento emesso all’inizio di questa settimana.

“Inaccettabile”

Ovviamente ZTE ha definito tutto questo come un enorme sbaglio. L’ordine risulta non equo soprattutto alla luce del fatto che le trasgressioni commesse. In realtà sono state identificate e segnalate dalla società stessa per motivi di trasparenza e il suo continuo impegno a cooperare con Washington. Una strategia che cerca di ammorbidire la già nota malevolenza del governo degli Stati Uniti nei loro confronti.

La compagnia, in ogni caso, cercare di andare oltre cercando di proteggersi con le opzioni legali disponibili. Questo divieto potrebbe mettere fine all’esistenza di ZTE stessa. Senza processori di Qualcomm, ma soprattutto senza la licenza ufficiale di Google per Android, i prossimi smartphone potrebbe risultare molto, ma molto poco appetibili sul mercato.

La cosa su cui l’azienda potrà farsi rivalsa è sul fatto che queste pene sia state emesse senza fare delle indagine approfondite. A dire il vero non ne sono sta proprio fatte in merito. Purtroppo per ZTE, aveva già fatto dei passi falsi con Washington, Nel 2017 era stata costretta a pagare quasi un miliardo di dollari di multa per aver cercato di violare un precedente divieto di commercio proprio con l’Iran.

Per la società saranno tempi duri, soprattutto se fallirà nel difendersi.

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Pubblicato da
Giacomo Ampollini