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OFO a Milano: il servizio delude dopo pochi mesi dal lancio

OFO a Milano: il servizio è peggiorato tantissimo

Ad ottobre vi avevamo parlato dell’innovativo servizio di bike sharing OFO a Milano. Quest’oggi, purtroppo, siamo di nuovo qui per aggiornare la nostra opinione a riguardo. I mezzi messi a disposizione dall’azienda cinese, infatti, sono quasi tutti inagibili ed il costo è aumentato considerevolmente. Così non va e la colpa è principalmente degli incivili.

OFO a Milano: di male in peggio

Se sin dai primi mesi subito dopo la nostra recensione ci eravamo accorti dei gravi problemi ai mezzi OFO, a distanza di quasi 6 mesi la situazione appare quasi tragica. La maggior parte delle biciclette disseminate per la città (specialmente quelle in periferia) risulta danneggiata ed inutilizzabile. Per inutilizzabile intendiamo che le ruote sono completamente bloccate. A seguire alcune immagini di uno dei nostri ultimi viaggi in compagnia del servizio.

Cavalletto rotto, manubrio danneggiato e tendente a destra, nuovo lock con PIN non immediato nell’utilizzo. Una serie di combinazioni che non abbiamo affatto apprezzato negli ultimi 5/6 viaggi. A questo poi, si aggiunge anche l’introduzione di un nuovo piano tariffario. Nonostante, infatti, il costo dovrebbe essere di 0.5 euro ogni 30 minuti senza deposito. L’app era inutilizzabile senza versare 10 euro preventivamente.

Voi direte: «poco male». Verissimo. Ed è quello che ho pensato in prima battuta anch’io, riavvicinandomi al servizio dopo alcuni mesi di inutilizzo per via delle basse temperature invernali. Purtroppo, però, questa nuova “imposizione” non è accompagnata da altrettanta qualità del servizio, che risulta scadente e pressappoco inutilizzabile. 3 volte su 4, infatti, ci siamo ritrovati a prendere una bici, pagare 0,50 euro, e rilasciarla dopo pochi minuti di utilizzo. La bici sembra sempre in perfetto stato ma poi, per una cosa o per l’altra, non pedala, rimane frenata, ha il manubrio che “punta al Giappone”, ecc. In altre parole, perdita di tempo, ossia l’esatto contrario di quel che il servizio dovrebbe offrire.

Amare conclusioni

In definitiva, siamo amareggiati dal naufragio di un servizio buono e, soprattutto, utile. La colpa non va attribuita alla società, ma ai vandali ed agli incivili che popolano le strade italiane ed europee. Ebbene sì, si parla anche di Europa perché Gobee Bike ha recentemente annunciato l’addio al mercato europeo proprio per l’eccessiva inciviltà degli utilizzatori del servizio. La riflessione, dunque, viene spontanea: «riuscirà mai l’Italia ad essere un popolo di persone civili, in cui le brave persone non paghino le spese delle malefatte di pochi sciocchi individui?».

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Pubblicato da
Gianluca