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Caso Facebook: in questo modo puoi sapere quali applicazioni hanno accesso ai tuoi dati

Facebook e la società di consulenza Cambridge Analytica sono state citate di recente negli Stati Uniti per aver ottenuto – senza permesso – le informazioni di 50 milioni di utenti del social network a beneficio della campagna presidenziale del 2016 di Donald Trump.

Tutti gli utenti di Facebook sono interessati a questa causa e al rispetto dei loro diritti alla privacy“, ha affermato John Yanchunis, avvocato di Lauren Price, il primo utente a citare in giudizio le azioni di entrambe le società.

Il caso

Il caso è, quindi, ormai ben noto e se ne parla da alcuni giorni. Tanto che c’è addirittura qualcuno che inneggia a eliminare il proprio account dal popolare social. Ma, si sa, le misure così drastiche non sono mai utili. Tuttavia, si possono prendere alcuni accorgimenti. Per sapere quali applicazioni hanno accesso ai tuoi dati ogni volta che accedi a un’applicazione, un gioco o una pagina tramite Facebook, la prima cosa che devi fare è andare alla configurazione del tuo account e alle applicazioni

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Qui troverai un elenco con le applicazioni in cui hai effettuato la registrazione. Se vuoi essere sicuro di quali dati l’applicazione possa usufruire, fai clic su una di esse e visualizzerai tutte le informazioni. Alcune applicazioni richiedono obbligatoriamente l’accesso a più dati di quelli che corrispondono a informazioni di base, come immagine pubblica, nome e genere.

Se si desidera eliminare la registrazione di una qualsiasi applicazione, posizionarsi sulla “X” ed eliminarla; oppure, si può modificare la privacy se si desidera visualizzare i contenuti che si pubblicano tramite tali servizi.

E’ possibile anche controllare le informazioni a cui le applicazioni hanno accesso tramite i tuoi amici su Facebook, quando questi accedono ad altre applicazioni che richiedono informazioni sulla loro lista di amici. Per far ciò, ritorna alla configurazione e cerca “Applicazioni che altre persone usano” e deseleziona i dati che non vuoi siano disponibili.

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Pubblicato da
Federica Vitale