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Google potrebbe portare ARCore sui dispositivi Android già dall’MWC 2018

Google ARCore

A quanto pare, seconda di quanto detto da una persona all’interno della compagnia, Google potrebbe presentare una versione stabile di ARCore destinata a tutti i dispositivi Android. Lo strumento era stato presentato alla fine di agosto e il suo scopo è portare la realtà virtuale sui dispositivi con il sistema operativo del robottino verde. Il gigante ha espressamente dichiarato di voler portare tale tecnologia su più di 100 milioni di dispositivi per il 2018.

Realtà aumentata per tutti

Variety ha fatto capire che Google potrebbe fare la mossa già entro la fine del mese, sfruttando il palcoscenico offerto dal Mobile World Congress di quest’anno. Una mossa in linea con esperienze passate. Già l’anno scorso, sempre a Barcellona, c’è stato il lancio mondiale del proprio assistente virtuale, prima “relegato” ai soli Pixel.

Google sta comunque preferendo delle compagnie piuttosto che altre, i partner più grandi e anche se non sono ancora state date notizie ufficiali e molto probabile che nell’elenco compaiono nomi quali Samsung,

LG e HTC. Come quanto successo con l’assistente, Alphabet cercherà di portare ARCore su più dispositivi possibili, anche su quelli con hardware meno performante.

Tra ARKit di Apple e ARCore di Google, la realtà aumentata sarà uno dei punti focali nel settore, per tutto l’anno e oltre. Anche Samsung è pronta ad unirsi ai giochi promuovendo diversi Adesivi AR come uno dei punti principali punti di forza del Galaxy S9 e dell’S9 Plus. Ha sviluppato una piattaforma che funziona come una combinazione di Animoji di Apple e Bitmoji di Snapchat.

ARCore sorgerà effettivamente dalle ceneri di Project Tango, o se preferite potete considerarla l’evoluzione dopo i tre anni e mezzo di sviluppo sperimentale. Questa nuova piattaforma AR è passata attraverso due anteprime per gli sviluppatori. La seconda è stata quella a metà dicembre per gli smartphone Pixel e solo alcuni dispositivi Android di terze parti. Tra qualche giorno scopriremo cosa avrà veramente in mente Google.

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Pubblicato da
Giacomo Ampollini