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Facebook: in arrivo la funzione per i commenti privati che molti aspettavano

Due giorni fa The Next Web ha rivelato che un numero limitato di utenti Facebook ha avuto la possibilità di testare una nuova funzionalità: i commenti privati. A quanto pare la nuova funzione (nel caso in cui diventasse definitiva) sarà riservata solo ai singoli profili degli utenti. Non sarà accessibile alle pagine che eventualmente si possiedono.

Con questo aggiornamento, noteremo l’icona di un lucchetto nel riquadro in cui si può scrivere il proprio commento. Sarà sufficiente cliccare su tale icona per modificare il tipo di privacy. La schermata che ci apparirà in tal caso sarà simile a quella cui siamo già abituati per modificare la privacy dei post. Ci apparirà un elenco tra cui selezionare se vogliamo che i contenuti siano visibili a chiunque, solo agli amici o ad un gruppo ristretto di persone. Più difficile a dirsi che a farsi.

Molto probabilmente, sarà possibile rendere i propri commenti invisibili o meno all’autore del post commentato (dunque anche ai suoi amici e così via). Un’ulteriore alternativa prevede che tali commenti saranno visibili solo per chi commenta un post e per chi l’ha postato.

Con i commenti privati su Facebook sarà dunque possibile “nascondere” ciò che scriviamo.

Menlo Park, in California, non ha ancora confermato ufficialmente l’esistenza di questi test a quanto pare verificatosi con alcuni utenti, ma potrebbe farlo a breve. Tutto dipende da quanto la funzionalità sarà stimata come interessante piuttosto che come un’idea da scartare già in fase sperimentale.

La nuova funzionalità probabilmente mira ad incrementare i tassi di coinvolgimento di Facebook consentendo ai commentatori di sentirsi più sicuri nel commentare. Ad esempio, ci si sentirà liberi di esprimere un’opinione su argomenti che hanno maggiori probabilità di attirare spiacevoli risposte.

Ovviamente, finché non arriva la conferma dall’azienda stessa, queste restano solo supposizioni. Infatti, nel caso in cui tali sperimentazioni ci siano realmente state, gli utenti coinvolti molto probabilmente non saranno stati autorizzati a divulgare in alcun modo informazioni a riguardo.

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Pubblicato da
Rosalba Varegliano