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Tim, Vondafone, Wind e Tre: il 4G giunge alla fine della sua evoluzione

Cattive notizie per la rete 4G/LTE, secondo il nuovo reporto di OpenSignal sembra essere arrivata ad un punto morto. Rispetto al 2016 la rete è cresciuta quest’anno solo a livello di utenza e copertura, ma per quanto riguarda la velocità sembra essere arrivata ad un punto morto.

Cosa svela il nuovo report?

Il report di OpenSignal si basa sui dati raccolti da bene 4 milioni di device e su 50 milioni di misurazione, quindi i risultati ottenuti sono considerevolmente accurati. La media della velocità della rete sembra aver subito uno stop dal 2016, raggiungendo probabilmente un binario morto.

La velocità si ferma infatti tra i 16 e i 17 Mbps a livello globale, trend che si conferma anche per la rete 3G e Wi-fi. Questo vale per i Paesi più avanzati dal punto di vista tecnologico, per i Paesi in via di sviluppo sembra esserci un trend contrario, quindi addirittura una diminuzione delle velocità di punta.

Cosa vogliono dire i dati raccolti?

I dati valgono a livello globale, quindi anche per i Paesi più avanzati dal punto di vista tecnologico; questi dati potrebbero segnalare la preparazione all’arrivo del 5G, il che comporterebbe anche uno stop all’investimento sulla tecnologia 4G/LTE. Il 4G/LTE ha raggiunto il massimo che poteva offrire, ora è il 5G il nuovo campo di investimento.

La diminuzione segnalata nei Paesi in via di sviluppo potrebbe invece essere dovuta all’aumento dell’utenza e della copertura di rete, che ogni anno si amplia raggiungendo ormai ogni angolo nel mondo. L’aumento è un buon segno sì, ma per le velocità medie al contrario significa un sovraccarico che si fatica a sostenere.

Per quanto riguarda la copertura ormai il grosso dei Paesi può vantare una rete praticamente onnipresente, il report infatti riferisce una copertura raggiunta del 60 – 80 % sul totale utilizzato.

Qual è la situazione in Italia?

L’Italia purtroppo non si piazza bene in classifica. Stando a quanto riferisce OpenSignal, ci troviamo piazzati al di sopra di metà classifica nel campo della velocità media di navigazione (ben 25,48 Mbps), e addirittura nella parte più bassa della classifica per quanto riguarda la copertura (solo il 63,3%). Siamo quindi parecchio indietro coi lavori di rete, anche se le operazioni per passare al 5G stanno già iniziando in svariati comuni; lo Stato prevede di raggiungere una copertura discreta entro il 2020, ma solo il tempo dirà se i lavori subiranno ritardi.

In conclusione…

Il 4G/LTE sembra essere arrivato ad un punto morto, dove una crescita non è più possibile. È possibile ottimizzare le infrastrutture di rete per migliorare il rapporto fra copertura e velocità, è possibile ampliare la copertura del territorio, ma aumentare ulteriormente la velocità media sembra un’utopia… almeno fino all’arrivo del 5G. In Italia così come in diversi Paesi i lavori sono già iniziati, speriamo di avere questa tecnologia a disposizione presto così da  poter verificare con mano le sue prestazioni.

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Pubblicato da
D'Orazi Dario