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Norvegia, il sito che permette di commentare solo a chi ha letto gli articoli

Norvegia, i risultati dell’esperimento

Che la Norvegia sia sempre un “passo avanti” rispetto al resto del mondo è cosa risaputa, ma l’esperimento che stiamo per raccontarvi ha davvero dell’incredibile (specialmente per i suoi risultati). NRK, un’emittente norvegese, qualche tempo fa ha impedito di commentare a tutti quegli utenti che non avevano letto e compreso i propri articoli (o che magari si erano fermati a leggere titolo e sottotitolo). Oggi, a distanza di qualche mese, l’emittente ha pubblicato i risultati che dimostrano un netto calo di incomprensioni, commenti fuori luogo, insulti, minacce e odio da tastiera.

I risultati dell’esperimento svoltosi nel mese di marzo 2017 sono stati pubblicati soltanto nella giornata di ieri sul sito ufficiale dell’emettente norvegese. Da una prima analisi, è subito emerso che l’iniziativa ha intrigato gli utenti, i quali rispondono al quiz finale previsto (per poter poi commentare) non tanto per lasciare effettivamente un commento, quanto piuttosto per controllare quanto riescano a ricordare della loro lettura. Il questionario, quindi, è come se fosse diventato una sorta di gioco simpatico post-lettura

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Norvegia, ridurre l’odio sul web attraverso una selezione nei commenti

Lo scopo dell’indagine era quella di comprendere se la “libertà nuda e cruda di parola” fosse o meno un vantaggio per il progresso della società. Lo studio, purtroppo, non ha confermato la tesi in maniera inconfutabile, ma ha suscitato l’interesse di migliaia e migliaia di utenti in tutto il mondo. In particolare, la percentuale di errore del questionario è stata molto elevata (72%), segno che la comprensione del testo non è stata sufficientemente adeguata o, come sostiene la stessa emittente, all’enorme numero di utenti stranieri che hanno provato a cimentarsi nelle risposte in lingua norvegese.

In definitiva, dunque, servirebbero degli studi su più larga scala volti a comprendere l’effettiva utilità della procedura di selezione. Chissà se un giorno anche i grandi social network come Facebook, Instagram e Twitter l’adotteranno e chissà se gli haters più accaniti ne saranno contenti.

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Pubblicato da
Gianluca