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Listen: la domotica che parla italiano

Nuovo progetto di domotica utilizzabile anche in italiano. Si chiama Listen

Negli ultimi mesi, la domotica ha avuto un incredibile slancio, anche nei confronti degli utenti consumer. Fino a qualche anno fa, solo alcuni utenti appassionati di Arduino avrebbero potuto progettare la loro abitazione autonoma, mentre oggi è alla portata di tutti.
Questo è possibile grazie ad aziende come Google e Amazon, che in questo 2016 hanno lanciato rispettivamente Google Home e Amazon Echo, che vi permettono di controllare la vostra casa utilizzando solamente la voce.

Il problema principale di questi dispositivi, è la poca compatibilità con le lingue al di fuori dell’inglese, ciò è ovviamente dovuto al poco tempo trascorso tra i giorni di lancio ed oggi. Di conseguenza, per alcuni utenti per esempio italiani, potrebbe risultare scomodo e poco pratico impartire comandi in inglese una volta tornati a casa. Ecco la soluzione, che parla italiano.

Listen

La soluzione si chiama “Listen“, ed è stata testata con successo nella città greca di Candia. Essa è stata definita come un’interfaccia tecnologica che vi di attivare i controlli a mani libere, cioè un Hands-Free Control System. Al momento comprende quattro lingue: greco, tedesco, inglese e italiano.
Esso è utilizzabile attraverso diversi microfoni sparsi per la casa, la quale risponderà con una voce alle vostre richieste e attiverà dispositivi, navigherà su Internet ecc.

Il progetto fa parte di Rise di Horizon 2020, finanziato dalla Commissione Europera, è stato sviluppato da un team di esperti di diverse nazioni. Per l’Italia se ne occupa Cedat 85, che da 30 anni è esperta nel settore dell’interazione tecnologica con il  linguaggio parlato, sviluppando il sistema utilizzato nella Camera dei Deputati, in numerosi comuni ed altre istituzioni di carattere pubblico e privato.

L’azienda italiana si occupa della parte relativa al riconoscimento vocale e cura ovviamente l’implementazione del vocabolario italiano nel progetto.
Enrico Giannetti, condirettore generale di Cedat 85, spiega:

“Il test che abbiamo effettuato ha dato riscontri positivi. Da qui al 2019, con i nostri partner europei, lavoreremo per migliorare l’accuratezza del software e per garantire la massima capacità di interazione vocale del sistema. Anche se la domotica non è il nostro core business, siamo convinti che la trasversalità e flessibilità dei nostri servizi per il riconoscimento vocale saranno molto utili allo sviluppo”.

Il sistema potrebbe essere finalizzato a persone anziane e affette da disabilità, in modo da facilitare la loro vita nelle esperienze di tutti i giorni.

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Pubblicato da
Mattia Antonelli
Tags: domotica