Telefonia

Free Mobile: conosciamo meglio il nuovo gestore che approderà presto in Italia

Free Mobile: chi è il nuovo quarto gestore nazionale?

Free Mobile, con molta probabilità, sarà il prossimo quarto gestore nazionale. Ieri, infatti, è stata annunciata ufficialmente la fusione fra Wind e 3 Italia, e la Commissione Europea ha disposto anche che un quarto gestore approdi nel nostro Paese per evitare di creare problemi di concorrenza derivanti dalla fusione stessa.

Cosa potrebbe cambiare con l’ingresso in Italia di Free Mobile

Free è un’operatore di telefonia mobile appartenente al gruppo francese Iliad. Questo operatore sarà il nuovo quarto gestore nazionale. Il panorama delle TLC in Italia, quindi sarà costituito da Wind-3, TIM, Vodafone e appunto Free Mobile. Prima di far entrare effettivamente nel nostro Paese il nuovo gestore, però, è necessario attendere che la fusione fra Wind e 3 Italia avvenga effettivamente.

I due gestori, dopo aver ottenuto nella giornata di ieri l’OK dalla Commissione Europea, dovranno aspettare un po’ prima di procedere effettivamente con la fusione stessa. Fino ad allora Free non potrà entrare nel mercato italiano delle TLC.

Una volta che Free approderà ufficialmente in Italia, forse assisteremo ad una vera e propria rivoluzione. Infatti, il gestore francese ha già rivoluzionato il settore delle TLC in Francia proponendo abbonamenti e promozioni a partire da soli 2 euro al mese.

Ecco un esempio di offerta ideata da Free Mobile

C’è da dire, inoltre, che Free Mobile non essendo un operatore virtuale, potrebbe ipoteticamente dar vita a tanti nuovi MVNO. A quel punto l’utente avrà davanti a sé una scelta ancora più ampia che permetterà di optare verso la soluzione che più si adatta alle proprie esigenze.

Chiudiamo questo articolo con una affermazione fatta un po’ di tempo fa da un analista esperto in telecomunicazioni: “Con le sue offerte a 2 euro al momento del lancio nella telefonia mobile in Francia, l’operatore ha praticamente ucciso il mercato, lasciando solo le briciole per gli operatori etnici. Si può immaginare lo stesso scenario anche in Italia”.

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Pubblicato da
Giuseppe Servidio