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Ecco il primo clitoride in stampa 3D

Nuove frontiere della stampa 3D

Pensavamo di averle lette e viste tutte. E che la stampa 3D fosse la nuova frontiera per sviluppate ogni tipologia di oggetto era ormai noto. Ma che oggi si potesse stampare anche un clitoride 3D a grandezza naturale proprio non ce lo aspettavamo. Un vero e proprio balzo in avanti nel campo dell’istruzione sulla sessualità e dell’anatomia della donna, potremmo dire.

Con una struttura fedele a quella reale, il clitoride stampato in 3D, completamente open source, è una delle prime rappresentazioni realistiche e anatomicamente accurate della “zona” del piacere femminile. Un progetto realizzato dal ricercatore indipendente di sociologia e divulgazione scientifica, Odile Fillod, in collaborazione con il fotografo Mary docher.

Nel 2016, è difficile trovare una rappresentazione esatta del clitoride nei manuali di scienze. Per porre fine a questa “mancanza”, quindi, Odile Fillod ha progettato un modello 3D del clitoride in full size più realistico possibile e si dice “eccitato dalla possibilità di condividere solo uno strumento didattico molto utile per gli educatori sessualità

”.

Per il ricercatore, infatti, è importante “mostrare concretamente ciò che piace al clitoride e le basi fisiologiche del desiderio e del piacere sessuale“, soprattutto tra il pubblico giovane. E, pare, l’idea gli sia sorta quando ha realizzato che la prima anatomia precisa del clitoride risaliva al 1998. Mentre, fino ad allora, è come se il corpo femminile fosse stato oggetto di sintesi della ricerca. Il ricercatore francese, quindi, ha deciso di “fare un compromesso tra le fonti non sempre convergenti per definire la forma e la dimensione media di un clitoride“.

Nasce così la fase di modellazione 3D. Dalla ricerca e le misure in 2D, si procede con la produzione con alcuni materiali di prova. La scelta è l’acido polilattico, biodegradabile, poi colorato con nuance mirate a fornire importanti note di “realismo“; fon poi essere ricoperto con una vernice trasparente.

Il prossimo passo? Utilizzare una struttura più flessibile per imitare la realtà anatomica del clitoride. E poi staremo sul serio a vedere per farci cosa.

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Pubblicato da
Federica Vitale