Scienza e Tecnologia

Satya Nadella mette i paletti per l’Intelligenza artificiale

Le regole di Satya Nadella sono meno evocative delle tre leggi della robotica di Asimov, ma non per questo meno efficaci

Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale non si ferma, e questa volta è il CEO di Microsoft Satya Nadella a spiegarci la sua visione e le regole da adottare per l’IA, regole rivolte soprattutto all’industria tecnologica e agli sviluppatori.

Nelle ultime settimane è un susseguirsi di interventi importanti sul tema dell’Intelligenza Artificiale, perchè il tema tocca da vicino l’intera industria tecnologica ed è importante prendere le giuste misure di sicurezza e precauzioni, specie quando il dibattito si concentra sul futuro rapporto che si dovrà instaurare tra l’uomo e le macchine intelligenti.

C’è un urgente bisogno di pensare al futuro” afferma Satya Nadella, CEO di Microsoft

Satya Nadella ci propone le sue regole da tenere in considerazione per una coesistenza equilibrata tra uomo e Intelligenze Artificiali, ponendo l’accento sul rispetto della dignità delle persone e al rispetto, indotto attraverso le giuste pratiche di programmazione.

Seconda Satya Nadella i principi da seguire sono:

  • Le IA devono essere progettate per assistere l’umanità: le macchine intelligenti devono poter essere in grado di lavorare al fianco dell’uomo rispettando la sua autonomia.
  • Le IA devono essere trasparenti: le macchine non devono essere solo intelligenti ma anche intelligibili, le persone devono poter comprendere come la tecnologia vede ed analizza il mondo che ci circonda.
  • Le IA devono massimizzare l’efficienza senza distruggere la dignità delle persone: l’industria tecnologica non deve dettare i valori e le virtù a cui i sistemi intelligenti si ispireranno; c’è bisogno di un dialogo ad ampio spettro che involva una grande parte della popolazione per lo sviluppo di sistemi intelligenti.
  • Le IA devono rispettare la privacy in maniera intelligente: i sistemi intelligenti devono avere la capacità di sfruttare sofisticate protezioni per assicurare la segretezza di informazioni personali e di gruppi.
  • Le IA devono essere passibili di processi di verifica algoritmica che ne permetta l’identificazione: in questo modo si può identificare l’eventuale danno e ripararlo da parte di personale umano.
  • Le IA devono evitare assolutamente il giudizio o pregiudizio: i sistemi intelligenti non devono discriminare le persone sulla base delle informazioni in loro possesso come avviene tra gli umani.

Tanti temi e filoni possono essere rintracciati nelle regole che Satya Nadella ci presenta più come indicazioni per chi dovrà sviluppare sistemi con Intelligenza Artificiale, piuttosto che regole da seguire in maniera ferrea da parte di eventuali Robot.

I 6 principi enunciati non saranno romanticamente evocativi come le tre leggi della robotica di Asimov, ma coprono un ampio spettro di situazioni in cui c’è bisogno di intervenire con ricerche appropriate e rappresentative sul modo migliore di operare delle scelte.

I principi di Satya Nadella parlano di giudizio e diversità, mettendo in risalto potenziali situazioni pericolose da evitare assolutamente: cosa succede quando un robot riesce a portare a termine un compito in maniera più efficiente di una persona? Il primo principio ci viene in soccorso, prospettando un utilizzo al servizio dell’uomo, senza esautorarlo della sua autorità e dignità di persona.

Un altro aspetto importante secondo Satya Nadella è quello di non sottovalutare la capacità di pregiudizio dei sistemi intelligenti: il software viene progettato da persone, che per mancanza di informazioni o convinzioni personali possono così codificare la loro personale soggettività all’interno dei sistemi (da evitare assolutamente secondo il principio numero 6, N.d.R.). Ecco perché il dibattito deve essere non esclusiva dell’industria della tecnologia e dei suoi ingegneri software, ma esteso ad altri campi della ricerca per lasciare meno spazio possibile ad interpretazioni soggettive dei sistemi intelligenti e del modo in cui operano (principio numero 3).

Il dibattito sull’Intelligenza Artificiale è più acceso che mai, ma il messaggio di Satya Nadella sembra chiaro: nella nostra corsa verso la creazione di macchine e sistemi autonomi, non dimentichiamo che questi devono essere al nostro servizio,e soprattutto non devono lederci in alcuna maniera, sia essa fisica o psicologica.

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Pubblicato da
Redazione