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Recensione Uncharted 4: fine di un ladro

Uncharted 4: Fine di un ladro, recensione

Uncharted 4: fine di un ladro è l’ultimo capitolo della serie di Naughty Dog. Un mix di adrenalina, sparatorie, arrampicate e rompicapo da risolvere ne fanno un vero capolavoro o quasi.

Sono 23 i capitoli dell’ultima avventura di Nathan Drake accompagnato dal fratello Sam, dalla moglie (solo nella parte finale) e dall’amico Sally. Graficamente impeccabile come altrettanto impeccabile è la trama di quello che si può definire un vero è proprio film con cui poter giocare.

In realtà i capitoli sono 22, il ventitreesimo è solo l’epilogo della storia, e tutto inizia con una frase del pirata Avery “I’m a man of Fortune, and I must seek my fortune” che ben inquadra lo spirito avventuroso e narrativo della storia. È proprio l’ambito narrativo a fare da filo conduttore al gameplay e a dare spessore a tutti i personaggi. Non mancano i flashback che occupano due dei capitoli portando il giocatore a comprendere lo spirito che anima i due protagonisti principali, Nathan e il fratello maggiore Samuel.

Uncharted 4: Fine di un ladro, i due fratelli Nathan e Sam

Ogni capitolo è accompagnato da un sonoro eccellente. I brani che accompagnano i capitoli sono tutti perfetti per il tipo di gioco, più ritmo e percussioni nelle fasi in cui è l’azione a farla da padrone, più suggestivo e di sottofondo quando si effettuano le arrampicate o si cerca di risolvere un enigma. Sparatorie, raffiche di mitra, motori di aerei o di 4×4 che scivolano sul fango sono fedelmente riprodotti.

Gameplay

Il primo flashback lo incontriamo subito, all’inizio del gioco, altri arriveranno nel corso dell’avventura. Dall’imbarcazione su cui si trovano i due fratelli, sotto attacco dagli antagonisti, ci ritroviamo poi nell’orfanotrofio dove Nathan vive e da cui scappa per iniziare la sua avventura con il fratello.

Da qui inizia il percorso dei due fratelli alla ricerca del tesoro perduto. Durante la ricerca Sam viene colpito a morte, o così crede Nathan, e quindi il protagonista si ritira dalla vita avventurosa e piena d’azione per lavorare in una società di recupero di rifiuti sommersi. È sposato con Elena e fa una vita tranquilla fino a quando non ricompare Sam che racconta di essere fuggito dalla prigione in cui era stato rinchiuso grazie all’aiuto di un noto trafficante che lo ha aiutato solo per avere una parte del tesoro di Avery di cui Sam gli aveva parlato durante i 15 anni di prigionia.

Uncharted 4: Fine di un ladro

Inizia così la nuova avventura per i fratelli Drake che li porterà a trovare il tesoro dei pirati a Libertalia, l’utopica città creata da Avery nella foresta del Madagascar. Uncharted 4 è un vero capolavoro, i capitoli sono ben distribuiti tra azione, rompicapo e arrampicate. Adrenalina pura gli scontri con gli antagonisti della Shoreline (anche loro a caccia del tesoro) i cui mercenari sono ben equipaggiati di ogni sorta di arma.

Bisogna muoversi molto durante gli scontri a fuoco perché i ripari possono essere distrutti e perché lancio di bombe a mano e di RPG non danno scampo se si rimane troppo tempo nello stesso posto.

Non meno coinvolgenti sono i capitoli in cui bisogna scalare montagne e attraversare crepacci con la sola corda e rampino di cui Nathan è provvisto. Anche i vari indovinelli da risolvere non sono da meno e intrigano il giocatore, non sono impossibili da risolvere, ma un po’ di ingegno bisogna metterlo.

Grafica e giocabilità

La grafica è studiata nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso. Dai panorami agli elementi più piccoli come i vari tesori che Nathan raccoglie nel suo percorso che lo porterà al tesoro di Avery. Uno dei momenti che mi ha colpito è quando Sam si appoggia ad una moto e gli ammortizzatori si abbassano per il peso, questo per far capire fino a che punto gli sviluppatori di Naughty Dog si sono spinti.

A livello di difficoltà media è possibile utilizzare la mira assistita che centra il bersaglio sui mercenari della Shoreline, quando la difficoltà sale le cose si complicano e bisogna centrare ogni bersaglio manualmente. La reattività al movimento è sempre precisa e immediata, mentre non si può dire lo stesso per quanto riguarda l’utilizzo dei tasti in particolare quando si salta.

Qualche volta è difficile trovare la strada giusta da seguire e anche l’aiuto dell’AI non sempre serve e dobbiamo arrangiarci da soli. In circa 10/15 (dipende se si vogliono trovare tutti i tesori oppure no) ore Uncharted 4 arriva alla conclusione. Mi sono sembrati davvero pochi.

Curiosità

In uno dei capitoli centrali, dove compare Elena, la moglie di Nathan, i due si sfidano ad una partita a Crash Bandicot altro, famosissimo titolo di Naughty Dog. Nel salotto di casa Drake è presente una PS1 a cui Elena sembra giocare spesso visto che dice di essere una vera esperta, peccato che i comandi siano invertiti nel senso che la famosa volpe corre verso lo schermo.

Uncharted 4: Fine di un ladro

Conclusioni

Uncharted 4: Fine di un ladro è un gioco spettacolare, ben fatto sotto ogni punto di vista. Mozzafiato la grafica, curato ogni minimo dettaglio, la narrazione, forse, è l’elemento principale e imprescindibile in questo ultimo capitolo della saga. La versione deluxe ha un costo di 75€, troppi per un gioco la cui unica pecca è la brevità.

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È davvero tutto fantastico, ma troppo, davvero troppo, breve. Quando si inizia a prendere familiarità con tutti i comandi il gioco è ormai finito. Una tendenza che si può incontrare in diversi giochi per la PS4, Sony punta al multiplayer e lo si capisce proprio per le ridotte dimensioni temporali dei giochi, l’ultimo capitolo di Naughty Dog ne è solo un esempio. Il problema è che per giocare in multiplayer bisogna essere iscritti a Playstation Plus che richiede la sottoscrizione di un abbonamento.

Dunque a parte il multiplayer l’unica cosa che rimane da fare è ricominciare l’avventura utilizzando una difficoltà maggiore e, credetemi, ne vale la pena anche se poi arriverà il momento in cui ci si stancherà e si passerà a qualche altra avventura.

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Pubblicato da
Gianni Fiore