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Craig Federighi, dirigente Apple, sostiene che l’FBI vuole ridurre la sicurezza

Craig Federighi ha teso la mano a Tim Cook dicendo in modo esplicito come la pensa la società di cui fa parte in fatto di privacy e sicurezza.

Craig Federighi, Senior Vice President of Software Engineering di Apple, è intervenuto sulla questione che in queste ultime settimane sta vedendo protagonista la società di Cupertino e la Federal Bureau of Investigation (FBI). Secondo quanto affermato da Federighi, uno dei volti più noti della mela morsicata, l’FBI ha intenzione di riportare ai livelli di un tempo la sicurezza informatica degli utenti consumer.

Craig Federighi: la privacy prima di tutto

Il parere di Craig Federighi è in piena sintonia con quello espresso dal CEO Tim Cook: la privacy e la sicurezza degli utenti deve venire prima di tutto, sempre, comunque e ovunque.

Secondo Federighi, Apple non può accondiscendere in alcun modo a compromessi di nessun genere in fatto di privacy, per nessuna ragione al mondo. Per quale motivo? Perché far questo costituirebbe un precedente davvero molto pericoloso.

Oltre a ciò Apple, negli ultimi tempi, ha investito molto nel settore legato alla sicurezza degli utenti migliorando e potenziando il sistema di accesso ai dati personali di iOS e in particolar modo degli iPhone. Sarebbe molto poco coerente fare un passo indietro in tal senso.

Stando a quanto riferito da Craig Federighi, l’FBI avrebbe suggerito ad Apple di tornare agli standard di sicurezza presenti in iOS 7 (standard presenti nel 2013). Tuttavia, la sicurezza di iOS 7, non è adatta a fronteggiare gli hacker attuali che sono sempre più aggressivi.

Anche forzare l’accesso agli smartphone “made in Cupertino” ideando un apposito software di “spionaggio” sarebbe una scelta poco saggia. Far questo, infatti, renderebbe vulnerabile qualsiasi iPhone. Il risultato sarebbe il seguente: la sicurezza personale di tutti noi verrebbe messa in forte discussione.

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Pubblicato da
Giuseppe Servidio
Tags: apple