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Google può scoprire dove sono scattate le foto

Google, ecco l’algoritmo per scoprire dove è stata scattata una fotografia

Google sta sviluppando un potente sistema in grado di identificare automaticamente dove sono state scattate le fotografie dei propri utenti. I nome del progetto è PlaNet e sembra in grado di geolocalizzare un’immagine senza punti di riferimento evidenti.

Individuare il punto preciso in cui è stata scattata una fotografia è piuttosto semplice se vi sono punti di riferimento specifici come un palazzo, un negozio o un monumento. Tuttavia, le cose si complicano se all’interno dell’immagine immortalata vi sono paesaggi o strade anonime.

Big G, però, crede fermamente che l’intelligenza artificiale possa aiutare in tutto ciò. È per questo che ha dato il via al progetto PlaNet, una rete globale di calcolatori che si basa sulla tecnologia di riconoscimento delle immagini per individuare le posizioni in cui sono state scattate le foto.

Funzionamento dell’algoritmo

Google PlaNet è un algoritmo estremamente potente che va alla ricerca di segni distintivi

quali gli stili di costruzione, le lingue sui cartelli stradali o il tipo di vegetazione e li compara con un database di circa 126 milioni di foto geolocalizzate e organizzate in ben 26.000 griglie. Ad esempio il software potrebbe riconoscere una foto scattata in Brasile, grazie alla folta vegetazione presente nella zona o un’immagine immortalata nell’estremo nord del Canada, grazie alle tipiche abitazione igloo.

Purtroppo però, PlaNet non è ancora un sistema infallibile, in quanto la rete è capace di individuare specificamente solo il 10% delle fotografie realizzate in tutto il mondo. Tuttavia, i primi test analizzano come l’algoritmo sia più efficace degli esseri umani, per via della sua maggior visione del globo anche rispetto ai migliori “giramondo”.

Il progetto sembra essere molto interessante e sicuramente verrà sviluppato ulteriormente in futuro. Probabilmente, dunque, potremmo presto vederlo nella localizzazione delle fotografie utilizzate da applicazioni presenti sui nostri device.

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Pubblicato da
Gianluca
Tags: google