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Minecraft:false applicazioni del gioco infettano migliaia di dispositivi


Ben 33 applicazioni sul Google Play Store hanno cavalcato l’onda del successo del celebre gioco retrò Minecraft per diffondere malware su migliaia di dispositivi Android.

A diffondere la notizia sono stati i ricercatori del team di Eset, nota azienda specializzata in software dedicati alla sicurezza. Secondo quanto riportato dagli esperti, molte applicazioni sul Google Play Store hanno sfruttato la notorietà del gioco Minecraft per indurre l’utente a scaricare applicazioni contenenti scareware.

Gli scareware sono una sottocategoria di malware, fastidiosa quanto inutile ed innocua se se ne conosce la tipologia. Lo scopo di uno scareware è allarmare l’ignaro utente inducendolo a temere che il proprio terminale sia infetto da virus.

Con le false applicazioni di Minecraft,ad esempio, dei messaggi appaiono sul display del device per informare l’utilizzatore che il sistema è stato compromesso da un virus. Ma non c’è da preoccuparsi perché lo stesso avviso “fortunatamente” ha la soluzione al problema! Con abbonamenti da 5 euro a settimana fatti su improbabili siti web, il device può essere liberato da qualsiasi male. Meglio di un esorcismo!

Ovviamente si tratta di una truffa fatta con tutti i crismi e non è la prima volta. L’industria degli scareware è ormai molto radicata e diffusa come metodo più o meno semplice per rastrellare soldi sul web.

Sempre il team di ESET ha reso noto che i terminali infettati per colpa delle false applicazioni di Minecraft sarebbero dai 660.000 ai 2.800.000. Questo problema fa riecheggiare nelle menti degli utenti Android il problema del controllo delle applicazioni presenti sul Play Store. Del resto, sebbene l’utilizzatore dovrebbe mostrarsi più prudente, la presenza di una app sullo store Google risuona come sinonimo di garanzia. E’ chiaro ormai che non è così.

Google ha dichiarato recentemente di voler cambiare e migliorare i suoi standard di sicurezza ma, al momento ancora tutto tace. Confidiamo nelle novità svelate nella Google I/O 2015 iniziata oggi.

 

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Pubblicato da
Carla Stea