Categorie: AndroidNews

Android: per Stallman non è altro che un malware

Richard Stallman è il fondatore del software libero, una filosofia di sviluppo e rilascio del software estremamente vicina agli interessi degli utenti. Tuttavia egli ha da ridire qualcosa nei riguardi di Android e di tutti i sistemi operativi mobile.

Iniziamo col dire che la definizione di “malware” per Stallman è molto diversa da quella che intendiamo noi: come più volte egli ha ripetuto, “un malware è un software atto ad ingannare i propri utenti”, un software preinstallato nel proprio sistema operativo, atto a raccogliere dati, o a far sottoscrivere agli utenti servizi per nulla richiesti dagli stessi. Questa volta Stallman si è espresso attraverso una intervista a The Guardian, e ha manifestato il suo disappunto nei riguardi del software non libero, quale Android, Windows, iOS, ma soprattutto i servizi offerti da Amazon, i quali trattano davvero male i propri utenti e cercano di mascherare tutte le loro malefatte attraverso un paio di righe nascoste all’interno dell’EULA, il certificato che ogni utente accetta nel momento in cui sottoscrive un servizio o avvia un software per la prima volta.

Ma qual è l’accusa che il fondatore del software libero fa nei confronti del robottino verde? Beh, la sua denuncia nei confronti di Android non è molto diversa rispetto a quella fatta nei confronti di altri software, scagliandosi contro il software preinstallato all’interno dei device, veri e propri sistemi di controllo che impediscono allo stesso utente di rimuovere le applicazioni non utilizzate. Non mancano poi, secondo lui, applicazioni di controllo del sistema per forzare gli aggiornamenti o, in alcuni casi, dei veri e propri “backdoor” atti ad installare applicazioni durante gli aggiornamenti all’insaputa dell’utente finale.

Ovviamente tali applicazioni fanno parte spesso di servizi necessari al funzionamento di Android e alla ricezione degli aggiornamenti, ma Stallman si schiera principalmente contro la mancanza di scelta che viene imposta agli utenti i quali si vedono costretti ad accettare per poter continuare ad utilizzare il proprio device al meglio. Le accuse al mondo mobile non si fermano qui: a detta dello stesso Stallman, iOS spierebbe letteralmente i propri utenti, raccogliendo informazioni sugli stessi attraverso tutti i servizi offerti, mentre Windows avrebbe al suo interno dei backdoor atti a costringere gli stessi utenti ad installare aggiornamenti nel momento in cui essi sono disponibili.

Ovviamente le accuse vanno ben oltre il mondo mobile, Stallman ha parlato anche dei servizi streaming, i quali costringono gli utenti a pagare per un contenuto, e ad usufruirne esclusivamente attraverso la piattaforma web, cosa abbastanza grave dato che quel contenuto dovrebbe appartenere all’utente finale e non alla compagnia incaricata di distribuirlo.

Le dichiarazioni di Richard Stallman fanno sempre discutere, questa volta più che mai, e c’è sempre chi ritiene tali dichiarazioni errate, fuori luogo e soprattutto eccessive, mentre dall’altro lato c’è sempre chi ritiene queste dichiarazioni abbastanza sensate e soprattutto da tenere in considerazione. Voi da che parte vi schierate?

Condividi
Pubblicato da
Redazione