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Samsung Galaxy Note II sarà aggiornato a Lollipop?

Il colosso coreano ha ormai avviato il roll out su scala mondiale su una vasta gamma di terminali, ma tra questi ce n’è uno su cui c’è stato un gran parlare nelle settimane scorse: il Samsung Galaxy Note II, device con ormai ben tre anni alle spalle, sarà aggiornato o no ad Android Lollipop?

Top di gamma della linea phablet del 2012, il Samsung Galaxy Note II non ha ancora ricevuto l’aggiornamento ad Android Lollipop. La cosa non sorprende, dato che i produttori generalmente assicurano aggiornamenti fino a 18 mesi dall’uscita di un terminale, ma negli ultimi mesi ci sono state dichiarazioni contrastanti riguardo l’arrivo dell’aggiornamento a Lollipop anche per questo smartphone.

Nonostante le continue apparizioni di indizi sparsi qua e là (ne abbiamo parlato qui e qui), ci troviamo ora di fronte ad una dichiarazione che non lascia spazio a dubbi: il Samsung Galaxy Note II non verrà aggiornato ad Android Lollipop. Tramite un commento di risposta ad un post sulla propria pagina Facebook, la divisione Samsung operante nel Golfo Persico ha dichiarato senza troppi giri di parole che l’ex top di gamma non riceverà nessun altro aggiornamento.

Sebbene il commento non lasci spazio ad interpretazioni, non è chiaro se ci si riferisse esclusivamente alla variante del Samsung Galaxy Note II rilasciato in quel territorio o alla variante internazionale del dispositivo (come ricorderete, infatti, il Note II è stato rilasciato in due varianti, una LTE e una 3G Only). Questa nuova dichiarazione va in contrasto con quelle rilasciate da altre divisioni della stessa Samsung, quindi ad oggi resta ancora un alone di mistero attorno a questo aggiornamento.

Dal canto nostro, noi di Tecnoandroid vediamo molto improbabile un aggiornamento a Lollipop per il Samsung Galaxy Note II. Il colosso coreano ha già molti dispositivi da seguire che, anche se meno performanti di un Note II a caso, restano comunque più recenti. Le aziende avrebbero ben poco profitto aggiornando dispositivi datati addirittura tre anni, preferendo invece puntare su dispositivi usciti in tempi molto più recenti.

 

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Pubblicato da
Tommaso Calabrese