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Google: la pirateria? È colpa del prezzo eccessivo!


Tutti conosciamo la pirateria, lo scaricare file dal p2p, dal direct download, da download illegali senza pagare un prezzo, molti conoscono anche il reale danno che causa il download di un file senza pagare i diritti agli autori, ma quello che Google scrive nel suo studio ha davvero dell’incredibile dato che è molto vicino a quello che tutti noi pensiamo, vediamolo insieme!

Il governo australiano ha assoldato il colosso informatico di Mountain View per uno studio molto particolare, uno studio sui motivi della pirateria, sul perché esiste, su come fare per cancellarla dalla faccia di Internet, e i risultati come detto prima, sono vicini a quello che tutti noi credevano: la causa di tutto è il prezzo!

Infatti è proprio questo che dice Google, il prezzo è alto, la disponibilità dei beni è bassa!
Si sa che il governo australiano è da anni in lotta contro la pirateria, ma senza alcun successo, ma non è il solo, ricordiamo il SOPA e il PIPA, misure orribili atte a ridurre la pirateria, ma allo stesso tempo limitavano la libertà degli utenti, al punto da rendere illegali persino Wikipedia in alcuni casi!
Quello che propone Google è di cambiare tutto, tutta la struttura di queste leggi, dare la possibilità agli utenti di accedere a tutti i contenuti in maniera molto economica, in maniera che possano sempre trovare quello che cercano senza difficoltà, di poterlo scaricare liberamente e in piena legalità, insomma, la descrizione perfetta di piattaforme come Steam, con il famoso motto “meglio vendere un gioco ad un milione di euro, o un milione di giochi ad un euro?”, ma anche Spotify! Oppure Google Music! Le quali permettono il download di giochi (Steam) a prezzi davvero impressionanti durante i periodi di saldi, i quali possono arrivare persino al 95% di ribasso e sono gli stessi utenti a decidere quali giochi mettere in saldo e spesso anche a quale percentuale! Le altre invece permettono un abbonamento e il conseguente streaming di musica senza alcun limite di tempo, o nel caso di Spotify, streaming con piccole limitazioni sul client quali la pubblicità, un buon compromesso per non pagare un abbonamento!

Il vero problema secondo Google?
Le leggi antipirateria, le quali, sono troppo dure, non permettono neanche la perfetta diffusione dell’informazione, portano persino al censurare siti web!

Ma allora, la soluzione di Google come si potrebbe strutturare?
Beh, Google scrive che la soluzione è “la promozione di un nuovo modello di business e la creazione di un mercato libero che offra contenuti a basso prezzo e con ampia disponibilità”. Non è il solo a dirlo, persino studi della famosissima università di Toronto indicano la stessa ricetta, insomma, abbattere la pirateria coincide con lo stare dalla parte dell’utente, il saper dare un valore alla libertà del singolo, di evitare di limitarlo o letteralmente di “derubarlo” applicando prezzi eccessivamente alti!

E voi? Concordate con ciò?
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Pubblicato da
Redazione