I dati riportati sembrano evidenziare la presenza di un calo generale per il mercato dello streaming musicale. L’unica eccezione sembra essere Spotify. L’app, infatti, ha registrato dati ancora positivi per il Q2. Si potrebbe ipotizzare un cambio di rotta nei prossimi mesi.
Universal Music Group ha rivelato tali notizie dopo una recente analisi sui risultati finanziari ottenuti. Quest’ultimi sono risultati decisamente deludenti per lo streaming musicale. Nello specifico, è stato registrato un calo relativo ai ricavi per gli abbonamenti. Ad ammetterlo è il CFO Boyd Muir. Tale dichiarazione ha provocato un calo delle azioni UMG. Quest’ultimo è pari al 30
% ed evidenzia le reali preoccupazioni degli investitoriTali dubbi riguardano non solo i dati attualmente registrati per lo streaming. L’intera industria musicale è al centro di un grande periodo di transizione. Dopo una prima fase di crescita si sta registrando una fase di crescita più lenta. Considerando quanto emerso, le case discografiche non possono influenzare la tendenza in atto. È possibile solo adattarsi alla nuova situazione e cercare di incentivare nuovamente il processo di crescita per il settore dello streaming musicale.
Per sopperire a tale andamento alcune aziende stanno valutando l’introduzione di nuovi piani tariffari. Quest’ultimi con nuove aggiunte e prezzi più elevati potrebbero condurre ad un aumento dei guadagni per le etichette. Al momento non è possibile sapere quale sarà l’andamento del settore. Le aziende devono garantire il loro impegno per innovare i propri servizi (streaming e non) per mantenere vivo l’interesse degli utenti.