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Razzo europeo RFA One in Scozia, primi test verso il lancio

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Il progetto del razzo RFA One continua a gonfie vele. I primi due prototipi del velivolo sviluppato dall’azienda tedesca Rocket Factory Augsburg sono stati trasportati allo SaxaVord Spaceport in Scozia. Potremmo definirlo uno degli step più importanti prima dell’inizio dei test finali che porteranno al debutto.

Il trasferimento in Scozia segna di fatto l’ingresso nella fase operativa del programma.

Dopo la costruzione e i test iniziali negli stabilimenti europei, le principali sezioni del razzo sono state spedite verso la base di lancio. Lì verranno completate le operazioni di integrazione da tecnici e ingegneri che lavoreranno all’assemblaggio del veicolo e alla verifica di tutti i sistemi prima dei test a terra.

Un razzo pensato per i piccoli satelliti

RFA One è stato progettato per un mercato in forte crescita: quello dei lanci dedicati ai piccoli satelliti. Negli ultimi anni il numero di satelliti destinati a osservazione terrestre, telecomunicazioni e servizi digitali è aumentato rapidamente, creando una forte domanda di vettori più flessibili e meno costosi rispetto ai grandi razzi tradizionali.

Misura circa trenta metri di altezza e utilizza un primo stadio equipaggiato con più

motori progettati per lavorare insieme durante la fase iniziale del volo. Si punta a portare in orbita carichi relativamente leggeri ma con una frequenza di lanci più elevata, offrendo missioni dedicate ai clienti.

Verso il primo lancio europeo da SaxaVord

La scelta dello spazioporto scozzese non è casuale. SaxaVord è una delle infrastrutture europee più recenti dedicate ai lanci verticali e punta a diventare uno dei principali punti di partenza per missioni orbitali dal continente.

Nei prossimi mesi il razzo sarà sottoposto a diversi controlli tecnici, tra cui test di integrazione e prove sui sistemi di propulsione. Solo dopo il completamento di queste verifiche si passerà alla fase finale che precede il lancio.

Il debutto di RFA One rappresenta una tappa importante anche per l’industria spaziale europea. Grazie al suo collaudo, l’Europa potrà ridurre la dipendenza da infrastrutture esterne e creare nuove opportunità per aziende e operatori che hanno bisogno di mettere satelliti in orbita in meno tempo e con costi più contenuti.

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