Il debutto di
Google Pixel 10a è ancora fresco, ma l’entusiasmo attorno all’ultimo medio di gamma di Google non è stato esattamente travolgente. Il motivo è abbastanza semplice: rispetto al modello precedente le novità tecniche non sono molte, e anche tra gli appassionati più fedeli dei Pixel qualcuno ha storto il naso. È una situazione curiosa, perché mentre il nuovo telefono deve ancora trovare il suo spazio sul mercato, la conversazione tra gli utenti più attenti si è già spostata su quello che arriverà l’anno prossimo.
Prototipi e leak fanno discutere gli appassionati
Il nome che circola in queste ore è quello del
Google Tensor G6, il processore destinato — almeno sulla carta — alla futura serie
Google Pixel 11. Il chip non è stato annunciato ufficialmente, ma potrebbe essere comparso a sorpresa nel database di Geekbench, uno di quei luoghi dove spesso emergono i primi indizi sui dispositivi ancora in fase di sviluppo.
Il dettaglio interessante riguarda il nome del dispositivo comparso nel benchmark: “
Google Kodiak”. Non è la prima volta che appare questo nome in circolazione, e proprio per questo la faccenda è un po’ confusa. In passato era stato associato al
Google Pixel 10 Pro XL, ma questa volta la configurazione hardware racconta una storia leggermente diversa. Il chip che accompagna questo dispositivo ha una struttura che non coincide con quella dei Tensor attuali, e proprio da qui nasce l’ipotesi che possa trattarsi di un prototipo legato alla generazione successiva.
La configurazione emersa è piuttosto particolare. Il processore sarebbe composto da sette core invece degli otto che troviamo nei Tensor più recenti, con una distribuzione che include un core ad altissime prestazioni affiancato da diversi core più bilanciati. Anche le frequenze operative risultano diverse da quelle del
Google Tensor G5, il chip atteso per la linea Pixel 10 più costosa. A cambiare sarebbe anche la GPU, con un passaggio verso una soluzione della serie
PowerVR C-Series, diversa da quella utilizzata sugli attuali modelli di fascia alta.
Google Kodiak emerge nei benchmark
Detto così potrebbe sembrare l’anticipazione di un salto di potenza piuttosto evidente, ma i numeri pubblicati dal benchmark raccontano una storia molto più prudente. I punteggi registrati non sono affatto spettacolari, anzi risultano piuttosto modesti se paragonati a quelli dei flagship attuali. In realtà questo non sorprende più di tanto: quando un dispositivo compare in questi database con largo anticipo, spesso si tratta di prototipi ancora lontani dall’ottimizzazione finale. Software incompleto, driver non definitivi e gestione energetica provvisoria possono influenzare parecchio i risultati.
Intorno al
Tensor G6, del resto, le voci circolano già da mesi. Si è parlato di un possibile salto tecnologico grazie al processo produttivo a 2 nanometri di
TSMC, di un modem sviluppato con
MediaTek per migliorare la ricezione e perfino di un nuovo chip di sicurezza chiamato
Titan M3. Tutti elementi che suggeriscono come Google stia cercando di rafforzare la propria piattaforma hardware, un tassello sempre più importante nella strategia dei Pixel.
Google Pixel 10a tra conservazione e attese per Pixel 11
Naturalmente è ancora presto per trarre conclusioni. I database dei benchmark sono pieni di dispositivi non identificati correttamente, prototipi abbandonati e persino falsi creati ad arte per attirare attenzione. Inoltre la serie
Pixel 11 è attesa solo tra molti mesi, probabilmente la prossima estate, quindi c’è tutto il tempo perché specifiche e configurazioni cambino più volte.
Quello che resta interessante è il contesto: mentre l’
attuale generazione di Pixel viene percepita come un aggiornamento piuttosto conservativo, i riflettori si stanno già spostando sulla prossima. E quando cominciano a spuntare nomi in codice e benchmark misteriosi, di solito significa che dietro le quinte qualcosa si sta davvero muovendo.