Particolare attenzione è stata dedicata alle mani, certificate IP68, che garantiscono resistenza all’acqua e permettono di interagire con superfici bagnate. La comunicazione con l’utente avviene tramite voce
, grazie a un modello linguistico integrato, con l’obiettivo di facilitare l’interazione in modo immediato. La versatilità operativa costituisce un altro dei punti centrali del progetto. Secondo l’azienda, Neo potrà svolgere mansioni che spaziano dalla gestione del bucato al riordino di scaffali, dall’apertura di porte al trasporto della spesa.Dietro tutto ciò si cela un livello di autonomia ancora lontano dalla piena indipendenza operativa. Durante una visita della stampa specializzata alla sede californiana dell’azienda, è emerso che molte dimostrazioni vengono eseguite tramite teleoperazione. Ovvero un operatore umano, tramite visore VR e controller, guida il robot quando il sistema non è in grado di agire da solo. 1X prevede di aumentare il grado di automazione nel 2026, pur ammettendo che i risultati iniziali potrebbero essere incostanti.
Con tali premesse, il tema della privacy rappresenta un nodo centrale. Neo apprende dall’ambiente domestico osservando e memorizzando interazioni e contesti. Un processo che implica la presenza costante di sensori attivi all’interno delle abitazioni. L’azienda garantisce strumenti di tutela legati all’uso del robot come filtri per sfocare le persone inquadrate, limitazioni degli spazi accessibili e divieti di teleoperazione senza consenso. Ma l’idea di un osservatore intelligente costantemente presente non è priva di dubbi.