Secondo quanto riportato da SemiAccurate, fonte considerata affidabile nel mondo dei semiconduttori, Microsoft si sarebbe affidata a Intel per la produzione dei suoi chip AI proprietari, noti internamente con i nomi in codice Maia 3 o Griffin.
Questi chip saranno realizzati utilizzando un nodo di 18 angstrom, corrispondente a circa 1,8 nanometri, anche se non è ancora chiaro se si tratti della versione 18A o 18A-P. Quest’ultima integrerebbe tecnologie come RibbonFET e PowerVia, che migliorano prestazioni ed efficienza energetica.
Il progetto Maia 3 rappresenta una tappa chiave nella strategia di Microsoft per ridurre la dipendenza da NVIDIA, oggi leader assoluta nel mercato dell’hardware per l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è quello di sviluppare una piattaforma hardware proprietaria capace di gestire in modo ottimale i carichi di lavoro AI nei data center dell’azienda.
Negli ultimi mesi anche altre grandi società, come OpenAI, hanno seguito una strategia simile, scegliendo Broadcom come partner produttivo per i propri chip personalizzati.
La decisione di Microsoft arriva in un periodo delicato per Intel. L’azienda, infatti, sta attraversando una fase di riorganizzazione interna, con licenziamenti, tagli e riduzione di progetti secondari. Nonostante le difficoltà, Intel continua a investire pesantemente nelle proprie fonderie, cercando di colmare il divario tecnologico con TSMC, attualmente leader mondiale nella produzione di semiconduttori avanzati.
Il nodo produttivo 18A rappresenta il primo vero banco di prova di questa rinascita. Solo pochi mesi fa, infatti, le indiscrezioni parlavano di scarsi rendimenti e qualità non all’altezza delle aspettative. Alcuni potenziali clienti, come NVIDIA e Broadcom, avrebbero rinunciato dopo i primi test. Tuttavia, la scelta di Microsoft potrebbe cambiare lo scenario, restituendo fiducia e prestigio alle fonderie Intel.
Se la produzione di Maia 3 procederà senza intoppi, Microsoft potrebbe consolidare la collaborazione con Intel anche per le prossime generazioni di chip AI. In parallelo, si parla di nuovi contatti tra Intel e AMD, che potrebbe addirittura diventare cliente delle stesse fonderie del suo storico rivale.
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