Al pari delle automobili, anche i carri armati hanno bisogno di manutenzione e tali operazioni richiedono tempo e sicuramente non sono tra le più semplici, per questo risulta assolutamente curioso l’approccio peculiare adottato da Israele che è riuscita a ridurre da 48 ore a solamente due il tempo per svolgere questo tipo di operazione, tutto ciò è merito del sistema di Ruby AI, un’azienda di origine israeliana che ha creato un vero e proprio sistema robotico autonomo destinato alle forze di difesa israeliane, secondo i dati emersi tale dispositivo risulta già operativo e può svolgere tranquillamente i lavori di manutenzione in tempi strettissimi.
Prima di questa piccola rivoluzione, tutti gli operatori che si occupavano della manutenzione dovevano lavorare in condizioni decisamente problematiche, poiché a contatto con residui di olio corrosivo, sostanze chimiche tossiche e temperature elevate, il tutto mentre ponevano le loro mani all’interno di spazi ristretti in modo da individuare e sostituire i sensori difettosi o componenti danneggiate, tutta questa situazione ovviamente tramutava la manutenzione in una vera e propria opera di coraggio.
Adesso però, i manutentori sono sostituiti da un robot dotato di bracci specializzati che riescono a introdursi all’interno delle nicchie meccaniche senza troppi problemi analizzando e pulendo qualsiasi tipologia di anomalia senza obbligare l’uomo a introdursi in ambienti pericolosi.
Il tutto sfrutta una particolare piattaforma definita come Physical AI, quest’ultima è un cocktail ad alta tecnologia di sensori e intelligenza spaziale che permettono al robot di comprendere l’ambiente intorno a sé e addirittura di adattarsi al particolare tipo di contesto contemplando anche perturbazioni rappresentate da fango, caldo, freddo e polvere.
In parole povere abbiamo a che fare con una macchina pensata per sporcarsi le mani in ambienti non sterili e con linee assolutamente imprevedibili e non standardizzate, basti pensare che un prototipo attualmente in fase di test riesce a sostituire le ruote dei carri armati dal peso di circa 100 kg, un’operazione molto complessa per un operatore umano che può causare diversi infortuni.