C’è da dire, inoltre, che l’applicazione include anche alcuni widget da aggiungere alla schermata iniziale del telefono e contribuisce al miglioramento di Samsung Find. Nello specifico, ci si avvicinerebbe ad un’applicazione che sfrutta una versione differente di SmartThing, con cui è possibile superare il controllo del dispositivo Samsung e abilitare SmartThings Find anche su smartphone al di fuori del mondo Samsung.
Procedendo per gradi, una volta installata l’app, è necessario effettuare l’accesso per ben due volte consecutivamente sul proprio account Samsung. Il motivo del doppio acceso è molto semplice: in particolare il primo accesso riguarda i dispositivi SmartThing, il secondo, invece, le API di Samsung. Ad ogni modo è naturale aspettarsi delle varie perplessità sull’affidamento di una pratica di questo tipo ad una gestione da un’app terza come uTag, ma c’è da essere sereni, dato che si tratta di un progetto open source e il suo codice è disponibile per una consultazione direttamente sulla pagina di GitHu, in cui, infine, è anche presente il file di installazione.
Infine, è necessario ricordare una volta in più che per usufruire di uTag, è necessario un dispositivo Android con Android 11 o versioni successive. Non è obbligatorio avere i permessi di root, ma se il dispositivo è rootato, è possibile utilizzare un modulo Xposed per semplificare l’utilizzo di uTag, superando un’altra installazione della versione modificata di SmartThings.