Quando ci troviamo davanti a un reperto archeologico di settemila anni fa, il rischio è sempre quello di liquidarlo come un semplice pezzo di osso finito sotto la terra per caso. Eppure, il frammento di
cranio di capriolo ritrovato a
Eilsleben-Vosswelle, nella Germania centrale, racconta una storia che sembra uscita da un romanzo di confine.
Un copricapo neolitico suggerisce scambi culturali tra foresta e villaggi
Non stiamo parlando di un avanzo di cena preistorica, ma di un oggetto che è stato scarnificato, inciso e modellato con una precisione che suggerisce un
uso tutt’altro che banale. Gli scienziati che lo hanno analizzato si sono accorti subito che quei segni alla base delle corna non erano casuali: servivano probabilmente a far passare dei lacci, trasformando il cranio in un vero e proprio
copricapo cerimoniale.
La parte davvero affascinante della faccenda non è solo l’oggetto in sé, ma il luogo e l’epoca in cui è spuntato fuori. Immaginate la Germania di quel periodo come una terra divisa tra due stili di vita completamente diversi. Da una parte c’erano i
pionieri dell’agricoltura, gente stanziale che aveva iniziato a coltivare la terra e a costruire villaggi; dall’altra, i “vecchi” abitanti del continente,
cacciatori-raccoglitori che seguivano ancora i ritmi della foresta.
Per decenni abbiamo pensato a questi due gruppi come a mondi separati da un muro invisibile, fatti di persone che parlavano lingue diverse e che forse si guardavano con sospetto. Invece, questo copricapo spunta proprio in un
insediamento agricolo, pur avendo tutte le caratteristiche dei rituali legati al
mondo della caccia.
Questo dettaglio rimescola completamente le carte in tavola. Se un oggetto tipico della cultura dei cacciatori finisce nel salotto buono di una comunità di agricoltori, significa che i
confini erano molto più porosi di quanto immaginassimo. Forse non si scambiavano solo pelli o cereali, ma anche idee, miti e
figure spirituali.
Settemila anni fa culture diverse si mescolavano
Viene quasi naturale pensare alla celebre
Sciamana di Bad Dürrenberg, sepolta millenni prima con un copricapo di cervo molto simile. Trovare una traccia del genere in un
contesto neolitico suggerisce che forse quegli antichi agricoltori subivano ancora il fascino dei
riti sciamanici della foresta, o che addirittura accogliessero tra loro esperti del sacro provenienti dal nord.Settemila anni fa culture diverse si mescolavano
È un piccolo frammento di osso che apre una finestra enorme su un’epoca di
grandi trasformazioni. Ci dice che il
contatto tra culture diverse, con tutto il carico di curiosità e contaminazione che ne deriva, è un tratto distintivo dell’umanità fin dai suoi albori. Non sapremo mai con certezza chi indossasse quel cranio di capriolo durante una danza o un rito di guarigione, ma il solo fatto che sia arrivato fino a noi ci ricorda che la preistoria non era
un’epoca statica e silenziosa, ma un
brulicare di incontri e scambi di cui stiamo appena iniziando a decifrare l’alfabeto.