Google non smette di crescere, e lo fa cavalcando l’onda dell’intelligenza artificiale. I risultati finanziari del primo trimestre 2026 parlano chiaro: il motore di ricerca più usato al mondo ha toccato un nuovo massimo storico in termini di query, e i ricavi legati alla ricerca hanno registrato un balzo significativo. A trainare tutto questo, l’integrazione sempre più profonda dell’AI nei servizi di Google Search.
Stando a quanto dichiarato dal CEO Sundar Pichai in occasione della pubblicazione dei risultati del Q1 2026, le ricerche su Google Search hanno raggiunto livelli mai visti prima. Un traguardo che, a pensarci bene, non era affatto scontato. Si parla da anni di una presunta crisi del motore di ricerca, con l’avvento dei chatbot e degli assistenti virtuali che avrebbero dovuto eroderne il ruolo. E invece Google è ancora lì, più forte di prima, con numeri che vanno nella direzione opposta rispetto a certi pronostici.
Pichai ha collegato direttamente questo record alla strategia di integrazione dell’intelligenza artificiale all’interno della ricerca. Le nuove esperienze basate sull’AI, che rendono i risultati più utili e contestuali, hanno evidentemente convinto gli utenti a usare Google ancora di più. Non si tratta solo di volume, però. Le persone non cercano di più per inerzia: cercano di più perché trovano risposte migliori, più rapide, più pertinenti. Almeno, questo è ciò che emerge dal quadro complessivo.
Ma il dato forse più interessante riguarda l’impatto economico di tutta questa storia. I ricavi legati alla ricerca
sono cresciuti del 19%, un incremento tutt’altro che trascurabile per un’azienda delle dimensioni di Google. E anche qui, il merito va in buona parte alle funzionalità di intelligenza artificiale integrate nel motore di ricerca.Un ruolo importante lo ha avuto l’AI Mode, la modalità di ricerca potenziata dall’intelligenza artificiale che dallo scorso ottobre è disponibile anche in Italia. Questa funzionalità permette agli utenti di interagire con Google Search in modo più conversazionale e approfondito, ottenendo risposte elaborate e contestualizzate. Il fatto che sia stata estesa a nuovi mercati, compreso quello italiano, ha contribuito ad ampliare la base di utilizzo e, di conseguenza, a far crescere i numeri complessivi.
Pichai ha ribadito come gli investimenti in AI stiano avendo un effetto trasversale su tutte le aree di business dell’azienda. Non è solo la ricerca a beneficiarne, ma è sicuramente la ricerca il terreno dove i risultati si vedono con maggiore evidenza. Google continua a essere, prima di tutto, un motore di ricerca. Ed è da lì che arriva la fetta più grande dei ricavi pubblicitari. Il fatto che l’intelligenza artificiale stia rendendo quel motore ancora più centrale nella vita digitale delle persone è, dal punto di vista di Mountain View, la conferma che la direzione intrapresa è quella giusta.
Le query su Google Search al massimo storico e una crescita dei ricavi del 19% rappresentano i numeri con cui l’azienda ha aperto il 2026.