Febbraio 2026 si è chiuso con un dato che, nel panorama automobilistico italiano degli ultimi anni, ha un sapore quasi liberatorio:
157.334 immatricolazioni, pari a un +14% rispetto allo stesso mese del 2025. Il primo bimestre porta così in dote un +10,2% complessivo. Numeri solidi, che però vanno letti con un minimo di attenzione. Una fetta importante della crescita arriva dal
noleggio a breve termine; se si toglie questa componente dal conto, l’incremento si assesta attorno al 9%. Resta comunque un segnale di vitalità, ma meno euforico di quanto possa sembrare a prima vista.
SUV e elettriche spingono il mercato italiano verso l’ibrido
Il vero cambiamento si coglie osservando le
alimentazioni ibride. Le ibride, nelle loro varie declinazioni mild e full, sono ormai la scelta dominante: a febbraio hanno raggiunto il 52,1% di quota. In pratica, un’auto su due immatricolate in Italia ha una qualche forma di elettrificazione sotto il cofano. Non è solo una moda, ma il risultato di un equilibrio che molti automobilisti considerano rassicurante: consumi contenuti, niente ansia da colonnina e prezzi ancora relativamente gestibili.
Anche le
ricaricabili elettriche stanno accelerando con decisione. Le elettriche pure e le ibride plug-in, sommate, toccano il 16% del mercato mensile. Le
BEV crescono dell’81,3%, le
PHEV addirittura del 102,7%, una spinta legata in buona parte agli incentivi del
MASE. Non è un’esplosione improvvisa, ma una progressione che indica come una parte del pubblico stia iniziando a considerare seriamente l’auto alla presa come alternativa concreta, soprattutto nei centri urbani e per chi può contare su una ricarica domestica.
Le ibride superano il 50% e l’elettrico accelera
Sul fronte opposto, le
motorizzazioni tradizionali continuano a perdere terreno. Le benzina calano dell’11,9% e si fermano al 20,3% di quota, mentre il diesel scende del 22,5%, arrivando al 6,7%. È un ridimensionamento che non sorprende più, ma che certifica come il mercato stia cambiando pelle in modo strutturale.
Interessante anche l’avanzata dei modelli prodotti in
Cina, che nei primi due mesi del 2026 hanno raggiunto il 12,5% di quota. Non si tratta più soltanto di citycar elettriche dal prezzo aggressivo: la crescita riguarda diverse tipologie di alimentazione, segno che i costruttori cinesi stanno ampliando la loro presenza in modo trasversale.
Tra i gruppi industriali,
Stellantis mantiene la leadership con il 34,8% del mercato italiano, includendo anche
Leapmotor. Seguono il Gruppo Volkswagen al 16% e il Gruppo Renault all’8,9%. I
SUV restano protagonisti assoluti, rappresentando il 57,3% delle vendite totali: più di un’auto su due ha assetto rialzato e posizione di guida dominante.
Vendite in crescita e elettriche in forte espansione
Guardando ai modelli, la regina resta la
Fiat Pandina, erede della Panda, con 12.592 unità immatricolate a febbraio. Subito dietro si piazza la
Jeep Avenger, seguita dalla
Fiat Grande Panda. Spicca anche la performance della
Leapmotor T03, che conferma come
le elettriche compatte stiano trovando spazio. Nella top ten compaiono poi modelli come
Toyota Yaris Cross,
Citroën C3,
Toyota Aygo X,
Renault Captur,
Renault Clio e
Toyota Yaris.
Il quadro che emerge è quello di un mercato in trasformazione, dove l’
elettrificazione non è più una nicchia e dove le scelte degli italiani sembrano guidate da un mix di pragmatismo, incentivi e attenzione ai costi di gestione. Non è una rivoluzione improvvisa, ma un cambiamento costante che, mese dopo mese, sta ridisegnando il panorama dell’auto nel nostro Paese.