Quando si parla di gimbal per smartphone, DJI è uno di quei nomi che inevitabilmente viene fuori in qualsiasi discussione. Negli anni abbiamo avuto modo di provare diversi modelli della serie Osmo Mobile, alcuni più riusciti, altri magari meno sorprendenti sotto certi aspetti. Con questo nuovo DJI Osmo Mobile 8P, però, la sensazione è stata diversa fin dal primo utilizzo.
Lo abbiamo testato per diversi giorni in contesti molto differenti, dalle classiche riprese in città fino a video più dinamici in movimento, passando per contenuti social e clip girate in condizioni di luce non sempre ideali. E la verità è che il salto in avanti si nota, soprattutto grazie a una novità che inizialmente ci sembrava quasi un semplice accessorio e che invece si è rivelata uno degli elementi più intelligenti di questo prodotto: il nuovo Osmo FrameTap removibile.
DJI Osmo Mobile 8P convince già dal design
Una delle prime cose che abbiamo apprezzato riguarda la costruzione generale del prodotto. DJI continua a seguire una filosofia piuttosto semplice: realizzare un gimbal che sia pratico da trasportare ma anche sufficientemente robusto da dare immediatamente una sensazione di affidabilità.
Da chiuso occupa poco spazio e riesce tranquillamente a trovare posto in uno zaino o in una borsa tecnica senza creare ingombri eccessivi. Certo, non è un prodotto da tasca, anche perché i suoi 386 grammi si fanno sentire dopo un po’ di utilizzo, ma nel nostro caso non è mai diventato davvero fastidioso.
Anzi, il peso restituisce quasi una sensazione positiva, perché contribuisce a dare più stabilità durante le riprese. Il sistema pieghevole è molto intuitivo e, dopo qualche utilizzo, diventa praticamente automatico aprirlo e prepararlo in pochi secondi.
Molto comodo anche il treppiede integrato, che può sembrare una funzione secondaria ma che nella pratica abbiamo sfruttato tantissimo. Appoggiare il gimbal al volo per registrare un reel, un time-lapse o semplicemente un’inquadratura fissa senza dover portare supporti extra è una comodità che si apprezza parecchio.
La vera sorpresa è il display removibile
Diciamolo chiaramente: il punto forte di questo Osmo Mobile 8P è il nuovo Osmo FrameTap. Quando abbiamo letto delle sue caratteristiche sulla carta, l’idea sembrava interessante ma non rivoluzionaria. Dopo averlo provato, invece, abbiamo cambiato completamente opinione. Il piccolo touchscreen da 1,4 pollici si aggancia magneticamente al manico del gimbal e può essere rimosso per essere utilizzato come telecomando wireless fino a 25 metri di distanza. Detta così può sembrare una funzione utile solo in casi specifici, ma nella realtà cambia proprio il modo di registrare.
Per esempio, durante alcune riprese in esterna siamo riusciti a posizionare il gimbal lontano da noi e controllare tutto senza dover correre avanti e indietro per verificare l’inquadratura. È una di quelle cose che, una volta provate, fanno venire difficile tornare indietro. Abbiamo utilizzato parecchio questa funzione anche per riprese di gruppo e video più dinamici, dove normalmente sarebbe necessario chiedere aiuto a qualcuno per controllare la registrazione.
La qualità del piccolo display ci ha sorpreso. I suoi 800 nit di luminosità permettono una buona leggibilità anche sotto il sole diretto, mentre il refresh rate a 60 Hz rende tutto piuttosto fluido. Certo, le dimensioni ridotte non consentono controlli ultra precisi sulla composizione dell’immagine, ma per controllare rapidamente l’inquadratura e avviare o interrompere la registrazione è più che sufficiente.
Stabilizzazione promossa a pieni voti
Se si compra un gimbal, la domanda fondamentale è una sola: stabilizza davvero bene? Nel caso del DJI Osmo Mobile 8P, la risposta è sì. Abbiamo registrato diverse clip mentre camminavamo velocemente, salivamo scale e ci muovevamo in ambienti non proprio ideali per mantenere la mano stabile. Il risultato finale ci ha convinto parecchio.
La stabilizzazione a tre assi lavora molto bene e riesce ad assorbire quei piccoli movimenti che normalmente renderebbero un video amatoriale. Non si tratta soltanto di eliminare il tremolio: il movimento generale appare più cinematografico e gradevole da vedere.
Anche nei cambi di direzione rapidi il comportamento è stato convincente, purché non si esageri con movimenti troppo bruschi. La rotazione panoramica a 360 gradi permette inoltre di ottenere transizioni più creative senza particolari difficoltà.
ActiveTrack 8.0 funziona davvero bene
Un altro aspetto che ci ha colpito riguarda il nuovo ActiveTrack 8.0. Abbiamo voluto metterlo alla prova in situazioni abbastanza complicate, come strade affollate o riprese con persone che attraversavano continuamente il campo visivo. In generale il sistema si è comportato molto bene. Il soggetto viene seguito in maniera piuttosto precisa e, anche quando qualcuno passa davanti alla telecamera per qualche secondo, il riaggancio avviene rapidamente.
Molto utile anche il controllo tramite gesti. In alcune occasioni abbiamo avviato il tracking semplicemente facendo il gesto della “V” con la mano oppure mostrando il palmo aperto, senza dover toccare lo smartphone. Può sembrare una funzione banale, ma quando si registra da soli diventa estremamente pratica.
App DJI Mimo ricca di funzioni
Per quanto riguarda il software, l’app DJI Mimo continua a essere uno dei punti di forza dell’esperienza DJI. Ci sono tantissime modalità creative e alcune le abbiamo trovate davvero divertenti da usare. La funzione Dynamic Zoom, ad esempio, permette di ottenere quell’effetto cinematografico in stile dolly zoom che normalmente richiederebbe attrezzature ben più complesse. Serve un po’ di pratica per ottenere risultati naturali, ma una volta imparato il meccanismo ci si diverte parecchio.
Interessante anche la modalità Slow Shutter, che abbiamo sfruttato soprattutto di sera per creare scie luminose delle auto senza dover smanettare troppo con impostazioni avanzate. Abbiamo apprezzato pure il formato widescreen nativo in 2.35:1, che rende immediatamente più cinematografici alcuni video senza passaggi extra in post-produzione. Per chi crea contenuti social in maniera frequente, sono funzioni che possono fare davvero comodo.
Autonomia buona, ma con qualche compromesso
DJI dichiara fino a 10 ore di utilizzo, ma bisogna essere onesti: nella pratica è difficile arrivarci. Durante le nostre prove abbiamo notato che l’autonomia varia tantissimo in base all’utilizzo. Con un uso standard si riesce tranquillamente a coprire una giornata di riprese leggere. Se però si iniziano a sfruttare tracking intelligente, display remoto e luce di riempimento alla massima intensità, il consumo aumenta parecchio.
Nella nostra esperienza reale siamo arrivati intorno alle 4-5 ore di utilizzo intenso, un risultato comunque accettabile ma che obbliga a pianificare meglio sessioni più lunghe. Fortunatamente c’è la ricarica USB-C e la possibilità di collegare un power bank durante l’utilizzo. Inoltre, il gimbal può persino ricaricare lo smartphone in caso di emergenza, funzione che in alcune situazioni ci ha letteralmente salvato.
Vale davvero la pena acquistarlo?
Dopo aver provato il DJI Osmo Mobile 8P, la sensazione è piuttosto chiara: DJI ha preso una formula già molto valida e l’ha resa ancora più pratica. La stabilizzazione convince, il tracking è migliorato sensibilmente e il nuovo FrameTap rappresenta qualcosa di più di un semplice accessorio. È una funzione che cambia concretamente il modo di registrare, soprattutto per chi crea contenuti da solo. Il prezzo su Amazon è di 159 euro.
Non è perfetto: il peso non lo rende super compatto e l’autonomia cala parecchio con tutte le funzioni attive. Ma nel complesso ci siamo trovati davanti a un prodotto maturo, versatile e davvero piacevole da usare.
Per quanto ci riguarda, è uno di quei prodotti che dopo aver provato viene naturale continuare a tenere nello zaino, perché prima o poi torna sempre utile.








