La crescita di Google TV sta vivendo una fase molto diversa rispetto a qualche anno fa. Durante l’I/O 2026, il colosso di Mountain View ha comunicato che la piattaforma per televisori ha raggiunto i 300 milioni di dispositivi attivi, conteggiando anche quelli basati su Android TV. Un numero che, sulla carta, fa impressione. Eppure, guardando i dettagli, la dinamica racconta qualcosa di più sfumato.
Tre anni fa i dispositivi attivi erano circa la metà, quindi 150 milioni: raddoppiare in quel lasso di tempo è stato un risultato notevole. Il punto, però, è che circa 18 mesi fa il dato ufficiale parlava già di 270 milioni. Facendo due conti, nell’ultimo anno e mezzo si sono aggiunti appena 30 milioni di dispositivi nuovi. Per capire la portata del rallentamento, basta pensare che nello stesso arco di tempo precedente il ritmo era stato circa quattro volte superiore. Google TV continua a crescere, certo, ma a una velocità che non ha più nulla a che vedere con la fase esplosiva di qualche tempo fa.
Un mercato più maturo e una concorrenza che si fa sentire
Gli analisti, va detto, non si sono mostrati particolarmente sorpresi da questi numeri. L’ascesa iniziale di Android TV prima, e di Google TV poi, era avvenuta in un momento in cui il mercato degli smart TV era in piena espansione. Tanti produttori avevano scelto di abbandonare le proprie piattaforme proprietarie per adottare quella di Google. Marchi come Hisense e soprattutto TCL, che figurano tra i più grandi produttori di televisori al mondo, hanno avuto un ruolo fondamentale in quella fase di crescita rapida.
Ora però il contesto è cambiato. Il mercato ha raggiunto una fase di maggiore maturità, e c’è un dettaglio che spesso si tende a sottovalutare: un televisore ha un ciclo di vita molto più lungo rispetto a uno smartphone, un tablet o uno smartwatch. Chi ha comprato un TV con Google TV due o tre anni fa, semplicemente, non ha motivo di sostituirlo a breve. Google TV mantiene comunque una posizione molto forte in diversi mercati, compreso quello europeo, ma la concorrenza si sta facendo più agguerrita e potrebbe addirittura erodere quote nei prossimi anni.
Poche novità e il nodo Samsung
C’è anche un altro aspetto che non aiuta. Sul fronte delle novità, Google TV ha offerto davvero poco nell’ultimo periodo. Durante l’I/O 2026, l’unica vera novità annunciata riguarda il supporto ai telecomandi con funzionalità “air mouse”, dotati di accelerometro interno, un po’ come i vecchi controller della Nintendo Wii. Per il resto, la piattaforma è rimasta sostanzialmente identica a sé stessa. Nessun aggiornamento di peso, nessuna funzionalità capace di scuotere il mercato.
E poi c’è la questione Samsung. Considerando il rapporto molto stretto che lega Google al colosso sudcoreano, viene naturale chiedersi se non ci sia mai stato un tentativo di replicare nel mondo dei televisori quello che è successo con gli smartwatch. In quel caso, Samsung ha abbandonato la propria piattaforma proprietaria in favore dell’ecosistema Android. Nel settore TV, però, Samsung continua a puntare su Tizen, la sua soluzione interna. Se Google riuscisse a convincere anche Samsung a fare il salto, si assicurerebbe il supporto di entrambi i colossi dell’hardware televisivo, visto che l’altro grande nome del settore è proprio TCL. Per ora, però, questo scenario resta del tutto ipotetico, e Google TV dovrà trovare altre strade per tornare a correre.
