La popolazione mondiale potrebbe subire un crollo drammatico nei prossimi decenni, almeno stando a quanto emerge da un nuovo modello matematico elaborato da due fisici teorici. Non si tratta di fantascienza o di scenari catastrofisti buttati lì per fare sensazione, ma di un’equazione differenziale non lineare pubblicata sulla rivista scientifica Chaos, Solitons & Fractals. A firmare lo studio sono Alessio Zaccone, fisico teorico dell’Università degli studi di Milano, e il collega Kostya Trachenko della Queen Mary University of London. La loro cosiddetta equazione di Trachenko-Zaccone riesce a modellare la crescita della popolazione mondiale dal Neolitico fino ai giorni nostri, e in più permette di simulare ipotetici scenari di collasso demografico globale nel caso in cui le risorse del pianeta arrivassero all’esaurimento.
La cosa interessante è che questo modello matematico nasce in un contesto completamente diverso, cioè la fisica dei sistemi disordinati. Eppure, da solo, è riuscito a spiegare ben 12 mila anni di dinamiche demografiche globali, unificando i principali modelli di crescita della popolazione già noti in ambito scientifico: quello esponenziale, quello logistico, quello dilatato e quello compresso. Come ha raccontato lo stesso Zaccone su Science X Dialog, piattaforma dove i ricercatori condividono i risultati dei propri lavori, si tratta di “un’equazione matematica non lineare sorprendentemente semplice che unisce 12 mila anni di crescita della popolazione umana e indica scenari futuri drammatici qualora le crisi ambientali globali si intensificassero”.
Dalle teorie classiche alla nuova equazione
Entrando un po’ più nel dettaglio, il modello matematico ingloba le principali teorie demografiche formulate negli ultimi secoli. C’è il modello di crescita esponenziale di Malthus, che descrive come evolve una popolazione isolata in un ambiente con risorse illimitate. C’è il modello di Verhulst, noto anche come equazione logistica, che invece tiene conto del fatto che le risorse sono limitate e che esiste una cosiddetta capacità portante. E infine c’è la crescita iperbolica di von Foerster. A proposito di quest’ultimo, Zaccone ha ricordato un dettaglio curioso: “Il modello matematico riprende anche una delle previsioni più famose della demografia: lo scenario apocalittico proposto nel 1960 da Heinz von Foerster e colleghi, i quali estrapolarono matematicamente che la popolazione mondiale sarebbe deviata verso l’infinito intorno al 2026”.
Per mettere alla prova la loro teoria, Zaccone e Trachenko hanno applicato il modello matematico ai dati sulla popolazione relativi a diverse epoche storiche. Il risultato è stato piuttosto convincente: l’equazione riproduceva con successo sia le fasi di crescita esponenziale rapida, tipiche dell’era industriale, sia il regime più lento di crescita esponenziale dilatata che caratterizza l’andamento della popolazione mondiale a partire dal 1970 circa.
Lo scenario peggiore e il dimezzamento dell’umanità
Fin qui, la ricostruzione storica. Ma la parte che fa davvero riflettere riguarda il futuro. “La parte più provocatoria del nostro articolo esplora scenari futuri ipotetici”, ha commentato Zaccone. Con il nuovo modello matematico, i due ricercatori hanno simulato cosa potrebbe accadere se gravi crisi ambientali imponessero improvvisamente severi limiti alla capacità di carico della Terra. Collasso climatico, pandemie, conflitti armati, scarsità di risorse: tutti fattori che, combinandosi, potrebbero innescare un effetto a catena devastante sulla popolazione mondiale.
Nel caso peggiore, il modello “prevede un rapido declino della popolazione mondiale, con un potenziale dimezzamento dell’umanità entro il 2064 circa”, ha spiegato Zaccone. Va detto però che lo stesso esperto ha voluto precisare un punto fondamentale: non si tratta di una previsione vera e propria, bensì di uno scenario matematico illustrativo, “volto a mostrare quanto le dinamiche demografiche possano essere sensibili a bruschi cambiamenti ambientali o sociali”.
