Comprare un robot umanoide all’asta, un po’ come si fa con le case o con i beni di lusso, sembrava roba da film di fantascienza fino a poco tempo fa. Eppure sta per succedere davvero, e la cosa non sorprende più di tanto visto che a guidare il gioco è ancora una volta la Cina. A rendere possibile tutto questo è JD.com, il colosso dell’e-commerce cinese che ha ufficialmente annunciato l’organizzazione della prima asta al mondo interamente dedicata ai robot umanoidi.
L’appuntamento è fissato durante il festival dello shopping 618, una delle manifestazioni di vendita online più imponenti di tutto il Paese asiatico, con partenza ufficiale il 30 maggio 2026. L’iniziativa è tecnicamente aperta a chiunque, ma il bersaglio principale sono le aziende tecnologiche, gli istituti di ricerca e quei collezionisti privati pronti a mettere le mani sui primi modelli di nuova generazione. Insomma, non esattamente una vendita da mercatino.
La lista completa delle macchine che finiranno all’asta non è ancora stata svelata del tutto, ma tra i marchi confermati ci sono nomi di peso come Unitree Robotics e Noetix Robotics, due realtà che nel settore della robotica hanno già dimostrato parecchio. Resta da capire se verranno presentati modelli inediti oppure versioni già in commercio, il che cambierebbe non poco la portata dell’evento.
Robot umanoidi al centro della strategia nazionale cinese
L’asta di JD.com può sembrare una trovata commerciale originale, e in parte lo è, ma va letta dentro un contesto molto più grande. La robotica in Cina fa ormai parte di una strategia nazionale che coinvolge tanto le aziende private quanto le autorità locali. L’obiettivo dichiarato è integrare sempre più l’intelligenza artificiale e i robot antropomorfi nel tessuto economico del Paese. Per dare un’idea della scala: città come Shanghai hanno già pianificato di inserire 100.000 robot umanoidi nelle proprie fabbriche entro il 2030.
Quello che si percepisce chiaramente è un tentativo di far uscire queste macchine dalla categoria “costoso concetto futuristico” per trasformarle in strumenti di lavoro veri e propri. L’idea è impiegarli nella vendita al dettaglio, nella logistica, nella sanità e in qualsiasi altro settore dove possano risultare utili. Non più esperimenti da laboratorio, ma risorse operative a tutti gli effetti.
I numeri impressionanti di JD.com sulla robotica
Per quanto riguarda JD.com nello specifico, i piani per i prossimi cinque anni sono a dir poco ambiziosi. Il colosso cinese ha messo sul tavolo investimenti massicci che prevedono l’introduzione di 3 milioni di robot, 1 milione di veicoli a guida autonoma e 100.000 droni. Numeri che fanno girare la testa e che danno la misura di quanto la Cina stia puntando forte su questo settore.
L’obiettivo economico è altrettanto chiaro: generare vendite per oltre 1,35 miliardi di euro nel solo comparto robotico entro la fine del 2026. Una cifra che, messa accanto all’asta dei robot umanoidi durante il festival 618, racconta una storia ben precisa. Non si parla più di prototipi da ammirare nelle fiere tecnologiche, ma di un mercato che sta prendendo forma concretamente, con canali di vendita, investimenti programmati e una roadmap industriale già definita.
