La quantità di informazioni personali che siti web e app raccolgono ogni giorno è qualcosa che la maggior parte delle persone sottovaluta enormemente. Eppure succede in continuazione: dati sensibili, abitudini di navigazione, dettagli bancari, preferenze di acquisto. Tutto viene registrato, catalogato e spesso condiviso con terze parti senza che chi naviga ne abbia piena consapevolezza. La buona notizia è che esistono modi concreti per difendersi, e non servono competenze tecniche particolari per metterli in pratica.
Capita a chiunque: si parla con qualcuno di un prodotto, di un viaggio, di un paio di scarpe, e poco dopo compare una pubblicità online esattamente su quell’argomento. Non è telepatia, né una coincidenza particolarmente fortunata per gli inserzionisti. È il risultato di un sistema di tracciamento sofisticato che lavora costantemente in background. I siti web utilizzano strumenti come cookie e pixel di tracciamento per identificare gli utenti anche dopo che hanno abbandonato una pagina. Altri ancora sfruttano le configurazioni uniche del browser per riconoscere chi naviga e seguirne i movimenti online. Come hanno spiegato gli esperti della Federal Trade Commission, quando si utilizza un’app sullo smartphone, gli inserzionisti possono sfruttare un identificatore pubblicitario univoco per monitorare le attività. E non si fermano a un singolo dispositivo: il tracciamento può estendersi su laptop, smartphone e qualsiasi altro dispositivo connesso a Internet.
Ma perché siti web e app raccolgono tutte queste informazioni? Le ragioni sono diverse: mostrare contenuti personalizzati, raccogliere dati analitici sulle visite, ricordare le ricerche effettuate in precedenza e, soprattutto, proporre annunci pubblicitari mirati. Esiste poi una distinzione importante da conoscere. Quando è direttamente il sito visitato a tracciare l’utente, si parla di tracciamento di prima parte. Quando invece quel sito consente a un’altra azienda di farlo, si entra nel territorio del tracciamento di terze parti, che è decisamente più invasivo e meno trasparente.
Come difendersi dalla raccolta di informazioni
La prima cosa da fare, e anche la più semplice, è eliminare regolarmente la cronologia di navigazione e i cookie. La Federal Trade Commission lo consiglia esplicitamente: cancellare i cookie e la cronologia di ricerca riduce sensibilmente la possibilità di ricevere annunci basati sulle attività online precedenti. Non risolve tutto, ma è un primo passo concreto che richiede pochi secondi.
Poi c’è il capitolo delle impostazioni sulla privacy. Browser, app e dispositivi offrono quasi sempre opzioni per limitare il tracciamento. Alcuni mettono a disposizione una modalità di navigazione privata che elimina automaticamente la cronologia al termine della sessione. Va detto però che questa modalità non impedisce ai siti web di visualizzare l’attività online durante la navigazione stessa. Esistono anche estensioni e plug-in per browser che aggiungono ulteriori livelli di protezione. Prima di installarne uno, è sempre meglio leggere le recensioni da fonti affidabili per capire cosa offre realmente.
Un’altra mossa intelligente è disattivare gli annunci personalizzati. Le associazioni del settore pubblicitario mettono a disposizione strumenti gratuiti che permettono di controllare come gli inserzionisti utilizzano le informazioni raccolte. Non è un passaggio che molti conoscono, eppure può fare una differenza notevole nella quantità di dati condivisi.
Attenzione ai cookie: scegliere l’opzione giusta
Ogni volta che si visita un sito web compare quel famoso banner sui cookie che quasi tutti chiudono senza leggere. Eppure proprio lì si nasconde una delle possibilità più dirette per limitare la raccolta di informazioni. L’avviso consente spesso di scegliere quali tipi di cookie autorizzare: si può decidere di accettare solo quelli strettamente necessari al funzionamento del sito, oppure concedere anche quelli utilizzati per scopi pubblicitari. Selezionare solo i cookie essenziali è un gesto rapido che riduce in modo significativo il tracciamento da parte di siti web e app.
