Un aeroporto a tema Pokémon sta per diventare realtà in Giappone, e dietro questa scelta apparentemente bizzarra si nasconde una storia di ricostruzione, marketing territoriale e necessità economica tutt’altro che banale. Il 7 luglio l’aeroporto di Noto Satoyama, nella prefettura di Ishikawa, riaprirà con un nome nuovo di zecca, “Aeroporto Noto Satoyama Pokémon With You”. I corridoi dai colori asettici, i soffitti alti e l’atmosfera anonima che caratterizzano tanti scali regionali lasceranno spazio a un design che ricorda più un parco a tema che un terminal aeroportuale.
La trasformazione sarà totale. L’atrio principale, le colonne d’ingresso, le porte d’imbarco e gli spazi commerciali verranno ridisegnati attorno alla franchigia Pokémon, che ha appena compiuto 30 anni. Il pezzo forte? Un pallone gigante di Pikachu accanto a una replica di aeromobile all’interno del terminal, circondati da rappresentazioni di 111 specie di Pokémon di tipo Volante. Già dalle colonne d’accesso, i viaggiatori saranno accolti da diversi Pokémon, per un’esperienza immersiva fin dal primo passo.
Perché un aeroporto a tema Pokémon: il terremoto e la rinascita di Noto
Questo restyling non nasce da una trovata pubblicitaria fine a sé stessa. L’obiettivo è riattivare il flusso di visitatori verso una regione che sta ancora cercando di rialzarsi dopo una delle peggiori catastrofi naturali della sua storia recente. Il terremoto del 1° gennaio 2024, di magnitudo 7,6, ha colpito duramente la penisola di Noto, dove si trova l’aeroporto. I numeri fanno venire i brividi. 228 vittime, 30.000 edifici distrutti o gravemente danneggiati, vie di trasporto rese inagibili, porti messi fuori uso da un innalzamento di quattro metri del livello del mare. Il governo giapponese ha stimato i danni fino a circa 16 miliardi di euro.
L’idea è semplice nella sua logica, ma ambiziosa nell’esecuzione: trasformare un’infrastruttura di trasporto con traffico internazionale diretto in un richiamo turistico capace di rigenerare l’economia del territorio. E quale brand migliore di Pokémon, la franchigia di maggior successo al mondo e di tutti i tempi? La sua valutazione di marca supera i 92 miliardi di euro, con ricavi stimati intorno ai 135 miliardi di euro. Basta guardare i numeri del Pokémon GO Fest: nel 2024 ha generato circa 184 milioni di euro tra Madrid, New York e Sendai.
Il piano di ricostruzione di Ishikawa è stato strutturato in tre fasi: prima la ricostruzione abitativa e il ripristino delle infrastrutture, poi lo sviluppo economico e culturale della prefettura. Lo stesso Primo Ministro giapponese, in una riunione di monitoraggio del febbraio 2025, ha indicato la ricostruzione “creativa” della regione di Noto come un modello di riferimento per la ripresa delle zone rurali di tutto il Paese. L’aeroporto tematizzato si inserisce perfettamente in questa strategia ufficiale come progetto emblematico.
Come funzionerà il nuovo aeroporto Pokémon e quali sono i rischi
La realizzazione avverrà grazie a una collaborazione pubblico-privata tra la prefettura di Ishikawa e la Fondazione Pokémon del Giappone. Il filo conduttore saranno i 111 Pokémon di tipo Volante, presenti in ogni punto di contatto per chi mette piede nell’aeroporto: facciata, colonne, zona di transito, porte d’imbarco. Perfino la proposta gastronomica sarà a tema, con pancake e bevande serviti su tovagliette esclusive dedicate ai Pokémon. La zona commerciale proporrà prodotti in edizione limitata, come magliette, portachiavi e accessori da viaggio, trasformando lo scalo in qualcosa di più di un semplice luogo di passaggio. L’aeroporto stesso diventerà una destinazione, particolarmente attraente per i fan della saga.
Trasformare un’infrastruttura critica in un ibrido tra scalo aeroportuale e parco a tema comporta però dei rischi concreti. Il successo dipende fortemente dall’andamento del brand, e i costi di manutenzione sono destinati a salire. Servono investimenti continui in nuovi contenuti, rinnovo estetico e licenze. Lo spopolamento e la riduzione delle entrate fiscali in Giappone stanno già rendendo complicato il mantenimento delle infrastrutture di base e la ripresa dopo i disastri nelle aree rurali. Se il flusso di visitatori non raggiungerà la soglia di redditività, l’iniziativa potrebbe trasformarsi in un peso ulteriore per una regione che sta già affrontando un costosissimo processo di ricostruzione.
