La possibilità che il settore della intelligenza artificiale stia vivendo una bolla speculativa è un tema che tiene banco ormai da mesi. Le voci più autorevoli del mondo tech si dividono nettamente: da una parte chi guarda con apprensione agli investimenti monstre fatti finora, dall’altra chi respinge ogni allarmismo puntando proprio sulla solidità di quei capitali. E poi c’è Jeff Bezos, che si piazza in una posizione piuttosto originale, quasi a metà strada tra i due schieramenti.
Il fondatore di Amazon ne ha parlato durante un’intervista rilasciata alla CNBC, e il suo ragionamento ha un filo logico difficile da ignorare. Bezos non nega che la bolla AI possa effettivamente scoppiare. Quello che sostiene, però, è che anche in quello scenario i progressi tecnologici ottenuti lungo il cammino sarebbero più che sufficienti a giustificare l’intera fase di euforia finanziaria. Detto in parole più semplici: anche se qualcuno ci perderà soldi, quello che verrà costruito nel frattempo avrà un valore enorme e duraturo.
Il paragone con le bolle del passato
La chiave del ragionamento di Bezos sta nei precedenti storici. Secondo la sua analisi, i periodi segnati da forti eccessi speculativi hanno storicamente accelerato il progresso tecnologico, non lo hanno frenato. La fase attuale, dice, sta attirando flussi di investimenti senza precedenti, e gran parte di questi capitali si riveleranno solidi e salutari nel lungo periodo.
A chi solleva dubbi sulla capacità dell’industria dell’intelligenza artificiale di generare profitti in tempi rapidi, Bezos risponde con un parallelo che vale la pena approfondire. Il fondatore di Amazon ha equiparato il panorama attuale alla bolla delle biotecnologie degli anni Novanta. All’epoca, è vero, molti investimenti andarono in fumo. Ma le tecnologie sviluppate durante quella stagione di sovrainvestimento posero le basi per la creazione di farmaci fondamentali e scoperte mediche che hanno cambiato la storia della medicina.
Lo stesso discorso vale per la famigerata bolla delle dot-com. Quando scoppiò, in tanti gridarono alla catastrofe. Eppure lo sviluppo della rete non si è certo fermato, anzi. Quella fase caotica e piena di fallimenti ha comunque gettato le fondamenta per il mondo digitale che conosciamo oggi. Secondo Bezos, è molto probabile che un copione simile possa ripetersi anche nel caso in cui la bolla AI dovesse effettivamente collassare.
Nessuna bacchetta magica, ma ottimismo ragionato
Nessuno, va detto, ha la capacità di prevedere con certezza quale sarà il risultato finale dei miliardi investiti nel comparto dell’intelligenza artificiale. E Bezos non finge di saperlo. Quello che emerge dalle sue dichiarazioni, piuttosto, è la convinzione che i successi di pochi saranno talmente grandi da coprire abbondantemente i fallimenti di tanti. Un principio che, guardando alla storia della tecnologia, ha dalla sua una discreta quantità di evidenze.
