La proroga del taglio delle accise è arrivata, ma porta con sé una sorpresa amara per chi guida un’auto a gasolio. Il Governo italiano ha varato il quarto decreto legge sui carburanti, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2026, estendendo le agevolazioni fiscali dal 23 maggio al 6 giugno 2026. Due settimane in più di respiro, almeno sulla carta. Perché stavolta il provvedimento introduce una rimodulazione che cambia parecchio le cose, soprattutto per gli automobilisti che fanno il pieno di diesel.
Ed è proprio qui che la faccenda si complica. L’accisa sul diesel passa da 472,90 a 572,90 euro per mille litri. Tradotto in termini più comprensibili: considerando anche l’effetto dell’IVA, lo sconto alla pompa crolla da 24,4 a 12,2 centesimi di euro al litro. Praticamente dimezzato. Secondo i calcoli del Codacons, un pieno di gasolio costerà in media 6,1 euro in più rispetto a prima. E il prezzo medio del gasolio in modalità self service sulla rete nazionale è destinato a risalire oltre la soglia psicologica dei 2 euro, posizionandosi intorno ai 2,09 euro al litro, con punte di 2,18 euro al litro in autostrada.
Benzina, GPL e gli altri carburanti: cosa succede
Per la benzina, invece, nulla cambia. L’aliquota resta fissata a 622,90 euro per mille litri, e lo sconto alla pompa rimane stabile a 6,1 centesimi di euro al litro. Nessuna sorpresa, nessun rincaro aggiuntivo. La proroga del taglio delle accise copre anche altri prodotti energetici come il GPL, il gas naturale, l’HVO e il biodiesel, nel tentativo di garantire un sostegno il più ampio possibile, anche se di natura temporanea.
Il Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha definito il provvedimento un “intervento tampone”, necessario in attesa degli sviluppi nei negoziati con Bruxelles sulle clausole di salvaguardia legate alla spesa energetica. Una definizione che lascia intendere come questa misura non sia pensata per durare, ma per prendere tempo.
Le reazioni: consumatori furiosi, autotrasporto in tregua
Le associazioni dei consumatori non hanno reagito bene. L’Unione Nazionale Consumatori ha commentato duramente, parlando di automobilisti trattati come “polli da spennare”. Il Codacons ha fatto notare un dato che pesa: con questa riduzione dello sconto, l’Italia torna ai vertici della classifica europea per il caro gasolio. Sesto posto in Europa tra le nazioni con il diesel più costoso, superata solo da Paesi Bassi, Danimarca e Finlandia, tra le altre.
Dal fronte dell’autotrasporto, però, è arrivato un segnale diverso. Dopo un incontro tra la premier Meloni e le rappresentanze del settore, lo sciopero nazionale che era stato programmato dal 25 al 29 maggio è stato sospeso. A sbloccare la situazione, un pacchetto di misure approvato dal Consiglio dei Ministri: un credito d’imposta da 300 milioni di euro destinato al comparto e la riduzione da 60 a 30 giorni del termine per la compensazione delle accise trimestrali. Un modo per garantire liquidità più rapida alle imprese colpite dai rincari sul carburante.
