giovedì, Aprile 3, 2025

L’acqua potabile contiene PFSA: lanciato l’allarme

di Margareth Galletta
acqua

Alcune recenti analisi hanno evidenziato un problema importante riguardo l’acqua potabile. In particolare, si fa riferimento alla presenza di PFAS. Si tratta di sostanze alchiliche perfluorurate e polifluoroalchiliche. Rappresentano una delle sfide ambientali e sanitarie più urgenti. Tali composti, noti per la loro elevata resistenza chimica, si trovano ormai ovunque. Nei cibi, nell’aria e anche nell’acqua potabile. La loro diffusione ha assunto proporzioni allarmanti. Ciò in particolare in Italia, dove mancano controlli sistematici e una legislazione adeguata per affrontare tale crisi.

PFAS in acqua potabile: ecco cosa è emerso

Uno dei principali problemi legati a tali sostanze è la loro persistenza nell’ambiente. I PFAS non si degradano facilmente. Dunque, si accumulano nelle falde acquifere e nei corpi idrici superficiali. Tra i più comuni vi sono il PFOA, il PFOS e il TFA. Quest’ultimo è stato rilevato in concentrazioni molto alte in diverse città italiane. Tra cui Milano, Torino, Sassari e Perugia. In particolare, il TFA è stato identificato in alimenti di uso quotidiano come succhi di frutta e birra. Oltre che in acqua destinata al consumo umano. Una situazione che solleva seri interrogativi sulla sicurezza alimentare e sulla salute pubblica.

Greenpeace Italia ha lanciato l’allarme da anni. Ha lavorato raccogliendo campioni e pubblicando dati che mostrano un quadro drammatico. La sua petizione, firmata da oltre 136.000 cittadini, chiede al governo di adottare misure concrete. Eppure, fino ad ora non ha trovato risposte. Il tempo, però, sta per scadere. La direttiva europea 2020/2184 entrerà in vigore nel 2026. Quest’ultima rischia, però, di essere un intervento tardivo se non accompagnato da azioni più incisive.

L’Italia deve agire ora. Serve una legge che vieti l’uso e la produzione dei PFAS. Incentivando, allo stesso tempo, lo sviluppo di alternative più sicure. La protezione dell’ambiente e della salute pubblica non può più essere rimandata. Il diritto a bere acqua pulita è un principio fondamentale che non può essere ignorato.

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