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Riscontrata una maggiore velocità di espansione dell’universo
Il recente studio di Dan Scolnic della Duke University ha aggiunto ulteriore complessità al dibattito. Gli scienziati hanno analizzato un insieme di galassie vicino. Quest’ultimo è noto come Ammasso della Chioma. Utilizza 13 supernove di tipo Ia come strumenti di misurazione. Tali supernove, per la loro luminosità costante e prevedibile, fungono da “candele standard”. Ciò per poter stimare le distanze cosmiche.
I risultati ottenuti indicano la posizione dell’Ammasso della Chioma. Quest’ultimo si trova a circa 98,5 milioni di anni luce dalla Terra. Ovvero ben al di sotto dei 111,8 milioni di anni luce previsti dai modelli che si basano sulla radiazione cosmica di fondo. Tale discrepanza non può essere semplicemente attribuita a errori di misurazione. Dunque, suggerisce che ci sia qualcosa dietro qualcosa di più complesso.
La costante di Hubble calcolata da tale studio è di 76,5 km/s per megaparsec, un valore in linea con altre misurazioni locali. Allo stesso tempo è in netto disaccordo con i 67 km/s per megaparsec derivati dall’universo primordiale. Ciò porta a ipotizzare che possano esistere forze o particelle sconosciute. Oppure che sia necessario rivedere profondamente le teorie esistenti su materia oscura ed energia oscura. Potrebbe trattarsi di una nuova fisica non ancora esplorata. Pronta a rivoluzionare la comprensione stessa dell’universo.










