In una sentenza che potrebbe segnare una svolta storica, il giudice James Donato ha stabilito che Google dovrà permettere l’accesso di store alternativi al suo PlayStore su dispositivi Android. Il caso è nato in seguito ad una causa intentata da Epic Games nel 2020. Essa si concentra sulle accuse rivolte al gigante di Mountain View di mantenere un monopolio ingiusto nel mercato delle app. Limitando difatti la possibilità per altri store di competere. Epic Games, creatrice di Fortnite, ha accusato Google di aver stretto accordi con produttori di dispositivi per ostacolare lo sviluppo di store concorrenti. In modo da aumentare la dipendenza dal suo Play
Store.
Le reazioni di Google e l’intenzione di ricorrere in appello
La sentenza prevede che, dal novembre 2024 al novembre 2027, l’ azienda dovrà consentire agli sviluppatori di offrire agli utenti metodi di pagamento alternativi. Ma soprattutto di collegare app store di terze parti al proprio sistema, abbattendo così una barriera rilevante per la concorrenza. Ciò dunque impone a Google di modificare profondamente il modo in cui gestisce le sue applicazioni. In particolare eliminando la necessità di usare il suo sistema di fatturazione per le piattaforme distribuite sul PlayStore.
Nonostante l’ esito favorevole a Epic Games, la battaglia legale non è ancora conclusa. Google ha infatti già annunciato di voler presentare ricorso. Sostenendo che tali modifiche potrebbero mettere a rischio la sicurezza degli utenti e minacciare la concorrenza. In più ha ribadito che Android è già una piattaforma aperta. Essa consente infatti a chiunque lo desideri di scaricare app tramite vari store. Proprio come il Samsung Galaxy-Store, e tramite il sideload.
L’ azienda contesta inoltre il fatto che questa decisione si oppone a una precedente sentenza emessa nel caso Epic Games contro Apple. In cui Cupertino era riuscita a evitare gran parte delle restrizioni imposte a Google. Tuttavia, EpicGames ha ottenuto comunque una vittoria importante. In quanto è riuscito a introdurre un’apertura parziale del Play Store, che potrebbe avere ripercussioni su tutto il mercato delle app.
