I prezzi di benzina e diesel hanno subito una nuova corsa al rialzo legata al fatto che, visto il primo segnale di decrescita dei prezzi, il Governo ha deciso di non rinnovare più il taglio delle accise sui costi, decisione che ha portato ad un aumento di quasi 20 centesimi per entrambi i combustibili e che ovviamente non è stata accolta di buon grado dalla popolazione, che dopo aver avuto l’acqua alla gola stava vedendo per la prima volta un periodo di respiro.

Nella giornata di l’altro ieri AGCM visto il contesto pesante ha addirittura richiesto alla Guardia di Finanza la documentazione frutto dell’indagine sull’andamento dei prezzi dei carburanti in Italia avviata lo scorso dicembre, al fine di valutare eventuali pratiche commerciali scorrette nei confronti dei consumatori.

 

Il Governo interviene non nel modo sperato

Sempre l’altro ieri sono filtrate numerose indiscrezioni in merito gli interventi del Governo per prendere in mano la situazione, c’è chi ha pensato addirittura ad una possibile reintroduzione del taglio delle accise, ed effettivamente il Governo si è riunito per cercare di escogitare qualcosa, solo che il taglio tanto sperato non è tornato, nel Consiglio dei Ministri si è affrontato il discorso ed il decreto che ne è venuto fuori prende il titolo “Decreto sulla trasparenza del prezzo dei carburanti“.

L’intervento del Governo consiste sostanzialmente nell’esporre nei centri di rifornimento accanto al prezzo al dettaglio del carburante anche il prezzo medio nazionale dello stesso:

Si rende giornaliero l’obbligo per gli esercenti l’attività di vendita al pubblico di carburante per autotrazione per uso civile di comunicare il prezzo di vendita praticato. Il Ministero delle imprese calcola e pubblica il prezzo medio giornaliero nazionale. Tale prezzo deve essere esposto, con specifica evidenza, da parte degli esercenti insieme al prezzo da essi praticato.“.

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Eduardo Bleve
Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.