Alcuni scienziati sono stati in grado di sviluppare una batteria che funziona a temperature sotto lo zero. Un documento pubblicato in Cina dimostra come le batterie agli ioni di litio possono funzionare fino a -35 gradi Celsius. 

Questi tipi di batterie funzionano dal lato positivo delle due piastre caricate elettricamente all’interno della batteria perdendo alla fine i suoi ioni, che viaggiano attraverso un elettrolita fino alla piastra negativa. Quando la batteria è collegata, gli ioni tornano alla loro posizione originale. Tuttavia, in condizioni di freddo, gli ioni faticano a uscire dall’elettrolita e si spostano sulla piastra negativa. La nuova ricerca suggerisce una soluzione: sostituire la grafite utilizzata per le lastre negative con un nuovo composto di colbalto.

Riscaldando il composto a temperature estremamente elevate, gli atomi si attaccano ad una lastra piana che è ancora più irregolare della grafite. Con più urti, è più facile per gli ioni di litio attaccarsi e lavorare in modo più efficiente. “La chiave per affrontare la perdita di capacità a bassa temperatura risiede nella regolazione delle configurazioni elettroniche di superficie dell’anodo di carbonio”, scrivono i ricercatori.

Nuova batteria che funziona a temperature basse: il futuro anche delle auto elettriche

La batteria risultante funziona a temperature fredde, mantenendo la sua potenza per oltre 200 cicli di carica e ricarica. Attualmente, questo metodo è stato testato solo in piccole batterie, con il classico design a forma di moneta. I ricercatori dovranno testare un modo per far funzionare lo stesso principio in batterie più grandi.

“Il materiale è scientificamente interessante ma la sua applicazione pratica potrebbe essere limitata, poiché richiede un percorso di sintesi complicato”. Questo perché il composto di cobalto è ancora costoso da produrre, ma potrebbe essere utilizzato in applicazioni specifiche come i veicoli elettrici: il freddo può ridurre la loro autonomia del 30%.

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Procrastinatrice cronica e allo stesso tempo perfezionista. Innamorata perdutamente delle scienze umanistiche. Nel 2017 ho iniziato a lavorare per Tecnoandroid, riscoprendo e consolidando anche la passione per la tecnologia.