Gli smartphone al giorno d’oggi sono considerabili dei veri e propri scrigni del tesoro che però, al loro interno, non contengono pietre preziose bensì dati sensibili, i quali possono essere sfruttati per accedere a piattaforme bancarie o account ufficiali che certamente possono costituire per l’hacker giusto un’importante fonte di guadagno.

Impossessarsi di queste informazioni può essere dunque decisamente fonte di interesse per gli hackers, che dunque hanno iniziato da un po’ di anni a colpire oltre che i comuni PC, anche gli smartphone degli utenti, vista appunto la loro profonda integrazione nella vita di tutti i giorni.

L’arma utilizzata per attaccare sono ovviamente i malwares, piccoli programmi infiltrativi che una volta installati iniziano a copiare e inviare in tempo reale tutto ciò che è presente nel cellulare, riuscendo addirittura ad inviare acquisizioni tramite la fotocamera o il microfono.

 

I segnali che siete stati infettati

Può dunque capitare durante l’uso del vostro smartphone, nell’arco degli anni, di scaricare il file sbagliato e di essere infettati da un malware, ecco tutti i segnali caratteristici:

  • Calo evidente e improvviso delle prestazioni: il malware per funzionare sfrutterà la potenza della CPU, ciò inficerà senza alcun dubbio le prestazioni.
  • Durata della batteria decisamente ridotta: ovviamente viaggiando la CPU sempre al massimo, la batteria ne risentirà.
  • Comparsa di pubblicità aggressive e insistenti: feature ausiliaria di numerosi malware.
  • Consumo spropositato dei dati internet: il malware inizierà a inviare i dati rubati ad un server remoto, pratica attuata utilizzando proprio i vostri dati.
  • Funzionamento e stabilità generale compromessi: i malware a causa della loro stessa natura interferiscono con il funzionamento delle app installate nel device, il quale diventerà instabile andando incontro ad arresti improvvisi.
Eduardo Bleve
Studente di medicina e da sempre appassionato di tecnologia, musica e curiosità scientifiche.